A chiarire la direzione narrativa è stata la showrunner Jess Brownell, che ha spiegato come l’adattamento televisivo intenda continuare a seguire lo spirito dei romanzi di Julia Quinn, ma con una libertà creativa capace di valorizzare temi e sensibilità contemporanee. Dopo Daphne, Anthony, Colin e Penelope, il focus si sposterà quindi su Eloise Bridgerton e Francesca Bridgerton, personaggi molto diversi tra loro ma ugualmente centrali nell’evoluzione dell’universo narrativo.
Due stagioni per raccontare scelte, identità e libertà
Secondo Brownell, le stagioni 5 e 6 offriranno due percorsi emotivi distinti. Eloise continuerà a incarnare lo spirito più ribelle e anticonformista della serie: una giovane donna che mette in discussione le convenzioni sociali, il matrimonio come destino obbligato e il ruolo imposto alle donne dell’epoca. Il suo arco narrativo promette di approfondire il conflitto tra desiderio di indipendenza e bisogno di connessione, temi già centrali nelle stagioni precedenti.
Francesca, invece, rappresenta una traiettoria più silenziosa e introspettiva. La sua storia si muoverà su toni diversi, esplorando il significato dell’amore, della perdita e delle seconde possibilità. Una scelta che permetterà a Bridgerton di ampliare ulteriormente il proprio registro emotivo, dimostrando come la serie non sia legata a un unico modello romantico.
La conferma delle stagioni 5 e 6 rafforza l’idea di Bridgerton come progetto a lungo termine, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. L’approccio antologico, incentrato su un diverso membro della famiglia a ogni ciclo, consente di raccontare storie autonome ma interconnesse, mantenendo vivo l’interesse del pubblico.
Con Eloise e Francesca al centro della scena, Bridgerton sembra pronta a spingersi ancora oltre nel racconto delle relazioni, intrecciando romance, emancipazione e introspezione. Un’evoluzione naturale per una serie che, stagione dopo stagione, continua a reinventare il genere period drama per il pubblico contemporaneo.