Netflix sta preparando un nuovo K-drama romantico fantasy che potrebbe parlare direttamente a una parte precisa del pubblico: i fan del “Team Jacob” di Twilight. Beauty in the Beast (titolo provvisorio) è una serie young adult che rielabora il classico triangolo amoroso con una variazione significativa: al centro non ci sono vampiri, ma licantropi.
La serie seguirà Ha Min-soo, una studentessa universitaria che nasconde la propria natura da licantropa e si ritrova coinvolta in una relazione complessa con due ragazzi: Hae-jun, umano dal carattere apparentemente freddo ma empatico, e Do-ha, un licantropo più istintivo e libero. La struttura narrativa richiama apertamente le dinamiche di Twilight, ma ribalta l’equilibrio classico tra le figure sovrannaturali.
Questa operazione non è casuale: Netflix intercetta una nostalgia precisa e la rilegge in chiave contemporanea. Il successo globale dei K-drama permette di riproporre archetipi già noti – il triangolo amoroso, il conflitto identitario, il desiderio – ma con un’estetica e una sensibilità narrativa più attuali. In questo senso, Beauty in the Beast non è solo un omaggio, ma una risposta a un vuoto lasciato irrisolto per anni nel fandom.
Un triangolo amoroso senza vampiri: perché il nuovo K-drama riscrive davvero l’eredità di Twilight
Il punto più interessante è proprio l’assenza del classico dualismo vampiro/licantropo: qui entrambe le opzioni romantiche sono, in modi diversi, legate alla stessa natura. Questo cambia radicalmente il senso della scelta della protagonista, che non riguarda più “normalità vs diversità”, ma diverse declinazioni della stessa identità.
Do-ha rappresenta la versione più giovane, istintiva e ribelle del licantropo, richiamando il primo Jacob Black, ancora libero e spensierato. Hae-jun, invece, incarna una figura più chiusa e stratificata, che riflette l’evoluzione più tormentata del personaggio nella saga di Twilight. In pratica, il nuovo K-drama costruisce un doppio specchio dello stesso archetipo, offrendo due possibili finali “alla Jacob” che nella saga originale non sono mai stati davvero concessi.
Questo apre una prospettiva narrativa più interessante: qualsiasi scelta finale non escluderà mai completamente quell’identità che Twilight aveva marginalizzato. Ed è proprio qui che Beauty in the Beast può trovare la sua forza, trasformando una dinamica nostalgica in un racconto più equilibrato e, potenzialmente, più soddisfacente per il pubblico.

