Netflix ha pubblicato Famous Last Words: Eric Dane, una conversazione di 50 minuti registrata dall’attore Eric Dane prima della sua scomparsa e diffusa solo dopo la morte, come concordato con lui. Lo speciale arriva a poche ore dalla notizia della sua morte, avvenuta dieci mesi dopo l’annuncio pubblico della diagnosi di SLA.
Dane, noto al grande pubblico per il ruolo del dottor Mark Sloan – il celebre “McSteamy” – nella serie Grey’s Anatomy, aveva accettato di partecipare al progetto con la consapevolezza che l’intervista sarebbe stata resa pubblica soltanto postuma. La scelta conferisce allo speciale una dimensione diversa rispetto al classico tributo televisivo: non è un omaggio costruito a posteriori, ma un addio consapevole.
Il comunicato ufficiale di Netflix e le parole su Rebecca Gayheart
La piattaforma ha accompagnato l’uscita con una nota ufficiale, che chiarisce il contesto della registrazione:
“Prior to his death, Eric Dane sat for an interview with the understanding that it would only be shared with the world after he passed. In that conversation, he reflected on his battle with ALS, his struggles with addiction, and his marriage to Rebecca Gayheart: ‘I will never, by the time anybody sees this, have fallen in love with another woman as deeply as I fell in love with Rebecca.’”
(“Prima della sua morte, Eric Dane ha registrato un’intervista con l’intesa che sarebbe stata condivisa con il mondo solo dopo la sua scomparsa. In quella conversazione ha riflettuto sulla sua battaglia contro la SLA, sulle difficoltà legate alla dipendenza e sul suo matrimonio con Rebecca Gayheart: ‘Non mi sarò mai, quando qualcuno vedrà queste immagini, innamorato di un’altra donna profondamente come mi sono innamorato di Rebecca.’”)
Il passaggio dedicato a Rebecca Gayheart è uno dei più citati nelle prime ore dalla pubblicazione, perché restituisce un ritratto personale e vulnerabile dell’attore, lontano dall’immagine pubblica costruita in anni di carriera televisiva.
La battaglia contro la SLA raccontata in prima persona
Nel corso dell’intervista, Dane parla apertamente della diagnosi di Amyotrophic Lateral Sclerosis (SLA), malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i neuroni motori e compromette progressivamente movimento, parola e respirazione. Non esiste, allo stato attuale, una cura definitiva.
L’attore riflette sul rapporto tra identità e malattia, su cosa significhi vedere il proprio corpo perdere autonomia e su come questa consapevolezza modifichi la percezione del tempo. L’intervista non insiste sul pietismo, ma sulla lucidità: Dane affronta il tema con una sincerità disarmante, alternando ricordi professionali e confessioni personali.
Il messaggio alle figlie: un testamento emotivo
Il momento più intenso dello speciale è il messaggio rivolto direttamente alle figlie, Billie e Georgia. Dane si rivolge a loro con parole che assumono la forma di un testamento morale:
“These words are for you. I tried. I stumbled sometimes, but I tried. Overall, we had a blast, didn’t we? I remember all the times we spent at the beach, the two of you, me, and mom — in Santa Monica, Hawaii, Mexico. I see you now playing in the ocean for hours, my water babies. Those days, pun intended, were heaven. I want to tell you four things I’ve learned from this disease, and I hope you don’t just listen to me. I hope you’ll hear me.”
(“Queste parole sono per voi. Ci ho provato. A volte ho inciampato, ma ci ho provato. In fondo ci siamo divertiti, vero? Ricordo tutte le volte in spiaggia, voi due, io e la mamma — a Santa Monica, alle Hawaii, in Messico. Vi vedo ancora giocare per ore nell’oceano, mie creature d’acqua. Quei giorni, in tutti i sensi, erano il paradiso. Voglio dirvi quattro cose che ho imparato da questa malattia e spero che non vi limitiate ad ascoltarmi. Spero che mi sentiate davvero.”)
Dane prosegue elencando quattro insegnamenti: vivere pienamente, innamorarsi senza paura, scegliere con attenzione le amicizie e combattere con dignità. Lo speciale si chiude con parole definitive:
“Billie and Georgia, you are my heart. You are my everything. Good night. I love you. Those are my last words.”
(“Billie e Georgia, siete il mio cuore. Siete tutto per me. Buonanotte. Vi amo. Queste sono le mie ultime parole.”)
La reazione della comunità di Grey’s Anatomy
Dopo la notizia della morte, diversi colleghi di Grey’s Anatomy hanno condiviso messaggi di cordoglio. Patrick Dempsey ha rilanciato l’organizzazione I AM ALS, invitando a sostenere la ricerca contro la malattia.
Famous Last Words: Eric Dane si inserisce in una serie inaugurata lo scorso anno con un’intervista postuma alla primatologa Jane Goodall, ma il caso di Dane assume un peso mediatico particolare per il legame consolidato con il pubblico televisivo.
Lo speciale è ora disponibile in streaming su Netflix e si configura non soltanto come un documento biografico, ma come un atto di consapevolezza pubblica: un racconto diretto della fragilità, della memoria e della dignità davanti alla malattia.
FOTO DI COPERTINA: Eric Dane partecipa alla premiere della serie Countdown — Foto di Mlmattes via DepositPhotos.com
