La prima stagione dello show nato dalla collaborazione tra Apple TV e Legendary Television aveva optato per la scelta tutto sommato interessante di portare i “Titani” dell’universo Godzilla/King Kong dentro il formato dello streaming. Un’intuizione interessante, forse addirittura innovativa, che aveva giocato piuttosto bene con l’attesa dello spettatore seriale adoperando in particolar modo il doppio piano temporale. Il risultato, seppur alterno nella cadenza della narrazione, aveva reso Monarch: Legacy of Monsters una serie degna di essere gustata.
La seconda stagione riprende le stesse direttive senza offrire realmente alcuna novità, al contrario adagiandosi forse un po’ troppo su quanto sviluppato e offerto in precedenza. In questi nuovi episodi infatti finiamo con l’essere testimoni di un certo disequilibrio tra i due piani temporali, con quello del passato che si rivela decisamente meglio organizzato ed emotivamente più efficace di quello “presente”. I momenti in cui come spettatori partecipiamo ai conflitti che si sviluppano tra i personaggi e i loro rapporti umani, sono per numero molto maggiori quando in scena ci sono i tre protagonisti negli anni ‘50.
I due problemi di Monarch: Legacy of Monsters – Stagione 2
Ciò accade anche perché l’alchimia tra l’efficace Mari Yamamoto (Rental Family) e un sempre più carismatico Wyatt Russell (Thunderbolts) si trasforma nell’asse emozionale portante dell’intero show. Al contrario nell’altra ambientazione i rapporti tra i personaggi sono maggiormente macchinosi, i loro dilemmi morali poco raggiungibili se non addirittura incomprensibili, e questo di certo non supporta un cast di attori i quali non riescono quasi mai realmente ad incidere, compreso un interprete iconico come Kurt Russell, in questo show non sfruttato al meglio. Tale mancanza di spessore emotivo limita la partecipazione del pubblico alle vicende sia interpersonali che legate alla questione degli esseri giganteschi e mostruosi che affliggono il pianeta.

Rispetto alla prima stagione, questi nuovi episodi di Monarch: Legacy of Monsters rappresenta un mezzo passo indietro non tanto per la qualità complessiva del prodotto quanto per il fatto che ripropone la stessa formula senza aggiungere veramente qualcosa di nuovo o anche soltanto maggiormente efficace. Ci troviamo di fronte a una seconda stagione che non possiede mordente, che si rifugia nello spettacolo degli effetti speciali senza troppa convinzione, affidando alla visione dei giganteschi animali e alla loro potenza distruttiva il compito di intrattenere.
Non mancano ovviamente alcune sequenze altamente spettacolari, ma di certo non bastano ad allontanare il sospetto che la mancanza di idee e di una direttrice narrativa “forte” abbiano fatto capolino dietro la confezione di qualità comunque elevata. E poi, vale la pena ripeterlo, in scena vorremmo vede molto più tempo King Kong e Godzilla rispetto alle altre creature, le quali anche a livello estetico si avvicinano più a creature aliene, mancando di quella familiarità “terrena” che i due leggendari mostri hanno conquistato nel corso dei decenni e dei film.
Monarch: Legacy of Monsters
Sommario
In scena vorremmo vede molto più tempo King Kong e Godzilla rispetto alle altre creature, le quali anche a livello estetico si avvicinano più a creature aliene, mancando di quella familiarità “terrena” che i due leggendari mostri hanno conquistato nel corso dei decenni e dei film.

