Visto come si era conclusa una prima stagione a tratti davvero esaltante, era piuttosto scontato che con i nuovi episodi Paradise – Stagione 2 avrebbe dovuto in qualche modo cambiare pelle.
Lo show che vede creator il Dan Fogelman di This Is Us proietta dunque nel mondo esterno il viaggio del suo protagonista Xavier Collins (Sterling K. Brown), uscito dal bunker in Colorado per mettersi alla ricerca di sua moglie Teri (Enuka Okuma), apparentemente sopravvissuta ad Atlanta al cataclisma che ha messo in pericolo l’intero Pianeta. Nel suo percorso Xavier incontra Annie (Shailene Woodley), giovane donna rimasta isolata niente meno che a Graceland, la magione di Elvis Presley. E intanto nel bunker Sinatra (Julianne Nicholson) è sopravvissuta alla pallottola e appena rimessasi in senso comincia nuovamente a tessere le sue trame…
Paradise – Stagione 2 punta sull’umanità
Se nella stagione precedente siamo stati catturati dalla tensione della messa in scena e dai colpi di scena che la storia ci ha proposto, il punto forte di Paradise – Stagione 2 è invece l’umanità, che poi è il punto forte del lavoro di Fogelman negli anni. I personaggi protagonisti dei primi episodi sono ottimamente caratterizzati, e riescono ad esprimere le loro sfaccettature nelle situazioni contingenti in cui vengono a trovarsi. Annie è senza dubbio una figura femminile tragica ed emozionante, a cui la Woodley riesce a dare allo stesso tempo forza e fragilità.

Sono senza dubbio questo personaggio e la sua vibrante interprete il centro emozionale e la qualità migliore delle prime puntate della serie. A contatto con Annie, anche Xavier acquista delle sfumature emotive che aveva un po’ perso nelle ultime puntate della prima stagione, lievemente soffocato dai colpi di scena e dai twist narrativi. Nel suo rapporto con Annie invece l’uomo riacquista la sua dimensione dolente, espressa con una compostezza esemplare da Brown, che sfrutta la sua indubbia presenza scenica senza mai approfittarne.
Se Paradise continua a convincere anche in questi nuovi episodi si deve in particolar modo allo scivolamento dentro il dramma umano, che sfrutta un genere come la fantascienza post-apocalittica per sottolineare la necessità di connessione empatica, di comunità. Unico punto a sfavore dello show è in più di una sequenza l’ambientazione: il mondo esterno come lo ritroviamo nella seconda stagione è stato di certo scosso dal disastro naturale occorso alla fine della prima, non è poi conciato così male da giustificare in qualche modo la precedente fuga dentro il bunker dei personaggi principali. Siamo certamente in un setting post-apocalittico, ma non si ha mai la netta sensazione che l’umanità sopravvissuta al disastro sia sull’orlo dell’estinzione, che le regole sociali siano state spazzate via per far posto all’anarchia. Era proprio necessario isolarsi sottoterra e lasciare tutto il resto alle spalle per così tanti anni, senza cercare di scoprire cosa fosse realmente accaduto in superficie? Vista la condizione in cui Xavier, Annie e gli altri si trovano nei primi episodi della Stagione 2, appare lecito chiederselo.

Quando tutto sembra perduto, quando le basi fondanti del tessuto sociale sembrano essere messe in discussione, questo è il momento in cui i rapporti umani diventano ancor più fondamentali. Tale è il messaggio che Paradise – Stagione 2 vuole portare al pubblico seriale. E lo fa attraverso una serie di momenti in cui il lato umano conta molto più dello spettacolo, dell’azione o dell’intrattenimento stesso. Dan Fogelman ha cambiato le carte in tavola ed è tornato a raccontare quello che conosce meglio, ovvero quanto siano complessi l’animo umano e le relazioni interpersonali. La cornice distopica continua a essere certamente presente, ma forse un po’ meno importante. Quello che arriva al cuore della seconda stagione di Paradise sono i silenzi, gli sguardi carichi di significato, le promesse fatte e i sacrifici compiuti per mantenerle. Uno show di spessore, con una Stagione 2 arrivata a confermarlo.
Paradise - Stagione 2
Sommario
Quando tutto sembra perduto, questo è il momento in cui i rapporti umani diventano ancor più fondamentali.

