The Patient: recensione della serie con Steve Carell e Domhnall Gleeson

The Patient recensione serie tv

La nuova serie targata FX che vede protagonisti assoluti Steve Carell e Domhnall Gleeson possiede un’idea di partenza di quelle che non possono che solleticare l’attenzione dello spettatore: uno psichiatra che ha in terapia da qualche me un paziente particolarmente recalcitrante ad aprirsi si sveglia prigioniero nel seminterrato di una casa di campagna: quello stesso paziente è in realtà un serial killer che lo ha rapito al fine di farsi aiutare a superare i suoi stessi istinti omicidi.

The Patient, la trama

The Patient si svolge praticamente dentro un solo ambiente, ovvero la stanza dove il dottor Alan Strauss è costretto dal suo aguzzino Sam Fortner. I creator dello show Joe Fields e Joseph Weisberg hanno scelto un format che propone episodi di venti minuti ciascuno in modo che la narrazione possieda un ritmo maggiormente serrato, e in questo modo la non venga eccessivamente a pesare teatralità della messa in scena. Diciamo subito che l’espediente funziona a corrente alternata lungo lo sviluppo dei vari episodi: dopo un pilot decisamente elettrizzante e molto ben orchestrato a livello di tensione le tre puntate successive soffrono di un evidente stagnamento narrativo, in cui la situazione non procede e i due “rivali” si trovano a confrontarsi senza alcun vero risultato che porti lo spettatore a conoscere meglio i personaggi. Si sviluppa invece in maniera piuttosto chiara lo status dell’assassino seriale, ovvero quello di un “tipo fisso” che serve principalmente come catalizzatore per lo sviluppo psicologico ed emotivo della figura di Strauss. Il che non sarebbe stato poi neppure eccessivamente deleterio per lo show se la psicologia di Fortner non fosse stata delineata con eccessiva approssimazione, tanto da non renderlo mai veramente interessante.

the patient - Steve Carell
Steve Carell in The patient (2022)Copyright 2022, FX Networks. All Rights Reserved.

La svolta del quinto episodio

La serie subisce però un improvviso e notevole scossone grazie al quinto episodio, dove il livello drammatico della storia esplode in tutta la sua potenza emotiva. Da quel momento The Patient diventa qualcos’altro, ovvero focalizza in maniera molto più precisa ed efficace il proprio cuore, e cioè la figura di Strauss. Anche se la backstory dello psichiatra era stata già sviluppata nel corso di ogni episodio grazie a dei flashback che delineano la vita interiore dell’uomo, il suo arco trova piena rappresentazione soltanto dopo l’evento traumatico di cui è testimone diretto, e questo permette alla narrazione di cominciare a rendere corposo un arco narrativo adesso veramente toccante.

Sotto questo punto di vista Steve Carell è sorprendentemente efficace nel restituirci tutta la passività quasi rassegnata di Strauss, un uomo piegato dal dolore che sembra quasi accettare con rassegnazione la propria condizione di ostaggio a cui è stato contro la sua volontà assegnato un compito proibitivo, il quale se non portato a termine gli costerà quasi sicuramente la vita. Come già accennato, dopo il quinto episodio in The Patient avviene un sottile ma fondamentale scivolamento dal thriller dentro il dramma psicologico, e questo innalza notevolmente il livello dello show.

The Patient serie tv recensione
Steve Carell in The patient (2022)Copyright 2022, FX Networks. All Rights Reserved.

Il punto di forza è la caratterizzazione del protagonista

La caratterizzazione del protagonista, il dolore che lavora sul suo inconscio facendolo diventare per certi versi una metafora precisa e ficcante, è certamente la cosa meglio sviluppata da The Patient, serie con alcuni evidenti limiti ma anche altrettanto precisi punti di forza. Se abbiamo già accennato all’efficacia dell’interpretazione sottile e dimessa di Steve Carell, allo stesso modo dobbiamo anche testimoniare la prova molto meno efficace di Domhnall Gleeson. L’effetto della piacevole sorpresa nel vederlo impiegato  in un ruolo oscuro come quello del serial killer viene episodio dopo episodio ad affievolirsi: l’attore non riesce a risollevare le sorti di un personaggio che rimane quasi immediatamente bloccato, che non subisce alcuna vera trasformazione e risulta conseguentemente incapace di attrarre sul serio l’attenzione del pubblico.

È senz’altro Sam Fortner l’anello debole di The Patient, soprattutto se si pensa ai molti modi in cui questa figura avrebbe potuto essere sviluppata con originalità. E invece la scelta di raccontare la “normalità” dell’assassino seriale con tanto di lavoro ordinario, madre protettiva e vita apparentemente monotona, non garantisce né profondità psicologica né tensione narrativa. Peccato davvero: The Patient suscita interesse, in alcuni momenti anche la giusta empatia, ma mai entusiasmo.