La nuova serie targata Apple TV che vede protagonista un volto amatissimo della produzione seriale quale è Matthew Rhys (The Americans, Perry Mason, The Beast In Me) conferma purtroppo che uno spunto di partenza intrigante e qualche buona idea su come adoperare il genere possono non bastare per realizzare uno show in grado di appagare il pubblico.
Partiamo dalla storia su cui si basa Widow’s Bay: nella più classica delle isolette di provincia americana il giovane sindaco (Rhys) tenta di incrementare il più possibile l’afflusso di turisti, cercando con enormi sforzi di trasformare il luogo nella nuova Martha’s Vineyard. L’uomo però non ha fatto i conti con la maledizione che funesta l’isola, e che si manifesta in maniere differenti ma tutte terrificanti. Seppur avvertito dai più anziani abitanti del luogo del pericolo in cui sta mettendo tutti, il sindaco – che è cresciuto sulla terraferma ed è quindi più o meno cordialmente accettato come “estraneo” – continua nella sua missione ostinandosi a negare che anche lui è vittima di episodi quantomeno strani, e sicuramente inquietanti…
Un compendio della toria dell’orrore
Creata da Katie Dippold (sceneggiatrice per il cinema di successi come The Heat e Ghostbusters, entrambi interpretati da Melissa McCarthy), Widow’s Bay si dipana episodio dopo episodio come un compendio della storia dell’horror, ovviamente rivisitata attraverso l’ironia della commedia e il tono leggermente surreale dato dalle interpretazioni del cast, in particolar modo il protagonista Rhys. Come scritto all’inizio della recensione, se tale idea di partenza possiede comunque un suo appeal, lo sviluppo della serie al contrario non lo valorizza, se non in alcuni rarissimi momenti negli episodi conclusivi. Widow’s Bay soffre prima di tutto dell’incertezza di non sapere se essere una serie horror o comica, finendo con l’annacquare le coordinate portanti di entrambi i generi: è velatamente ironica senza diventare mai veramente divertente, e davvero non riesce a spaventare seppur infarcita di situazioni e personaggi potenzialmente terrificanti.
Certamente gli appassionati di horror potranno scorgere nei vari episodi riferimenti a praticamente tutti i capolavori che hanno scandito il genere dei decenni, passando per John Carpenter, William Friedkin, Stanley Kubrick e chi più ne ha più ne metta. A parte però tale citazionismo cinefilo Widow’s Bay possiede davvero poco altro per interessare realmente il pubblico seriale. L’ambientazione è tanto sfruttata quanto oggettivamente efficace, il che significa che a livello meramente estetico lo show garantisce la giusta ambientazione.
Matthew Rhys non si trova a suo agio con il tono leggero
Passando all’analisi del cast, gli attori fanno quello che possono col materiale narrativo e con i personaggi monodimensionali che hanno a disposizione. Appare subito chiaro che Matthew Rhys non si trova propriamente a suo agio con il tono leggero della serie, ma risulta tutto sommato sempre simpatico grazie soprattutto alla sua aria costantemente incredula. Il resto del cast non riesce veramente a incidere, il che risulta un peccato capitale quando si hanno a disposizione tre grandi caratteristi come Stephen Root (Justified), Dale Dickey (Unbelievable) e Toby Huss (Halt and Catch Fire).
Le premesse per una serie che mescolasse con armonia e la necessaria vena giocosa commedia e horror c’erano tutte, eppure Widow’s Bay fallisce prima di tutto in questa commistione, non osando mai spingere sul pedale dell’acceleratore in uno o nell’altro senso. Il risultato è uno show che offre puntate slegate tra loro, che cambiano tono in maniera fin troppo esplicita per rendere omaggio ai film di riferimento, senza costruire una visione complessivamente omogenea. Il timore fin troppo evidente di non scontentare nessuno ha finito per creare un prodotto sospeso a mezz’aria, indeciso nella maggior parte dei casi riguardo il tono da percorrere. Senza un vero interesse per la parodia o, dall’altra parte, la volontà di spaventare o disgustare con qualche pizzico di gore, cos’altro resta per interessare veramente gli spettatori? Una domanda più che legittima a cui questo show non riesce a offrire alcuna risposta convincente…
Widow’s Bay
Sommario
Le premesse per una serie che mescolasse con armonia e la necessaria vena giocosa commedia e horror c’erano tutte, eppure Widow’s Bay fallisce prima di tutto in questa commistione, non osando mai spingere sul pedale dell’acceleratore in uno o nell’altro senso.
