Agents of SHIELD 2×10 recensione del midseason finale

215

Agents of SHIELD 2x10Anche per le serie Marvel arriva il momento del midseason finale, e anche Agents of SHIELD 2×10 ha rispettato la tradizione delle puntate di metà stagione: intense, rivelatrici, emozionanti, ma allo stesso tempo che pongono nuove domande per il futuro della storia e soprattutto che finiscono lasciando con lo spettatore con il fiato sospeso e un grande punto interrogativo che gli rimbalza sulla testa.

Protagonista assoluta della puntata è Skye (Chloe Bennet) che finalmente si trova faccia a faccia con suo padre, il dottore, di cui adesso conosciamo il nome: Cal (l’ottimo Kyle MacLachlan). La ragazza si trova di fronte ad un assassino, un pazzo e un maniaco, che però è anche suo padre, e per un attimo riesce a darle l’illusione di ciò che lei ha sempre desiderato: una famiglia e un posto a cui appartenere, quello che fino a questo momento aveva provato a fare Coulson (Clark Gregg) con lo SHIELD.

Parallelamente, la squadra dei nostri dovrà fare i conti con la misteriosa città scoperta seguendo le tracce e i disegni di Coulson stesso. May (Ming-Na Wen), Fitz-Simmons (Iain De Caestecker e Elizabeth Henstridge), Trip (B.J. Britt), Morse (Adrianne Palicki) e Hunter (Nick Blood) CHLOE BENNET, KYLE MACLACHLANdevono cercare di distruggere la fantomatica città, impedire all’Hydra di arrivarci, salvare Skye e ritrovare Mac (Henry Simmons), apparentemente perduto nelle viscere della misteriosa città sotterranea.

Il ritmo incalzante degli ultimi episodi ci trascina con trasporto in questa corsa contro il tempo, in cui moltissime rivelazioni sconvolgeranno l’ordine delle cose e creeranno dei presupposti per una storia completamente diversa, che potremmo conoscere solo a partire dal prossimo 3 marzo.

Agents of SHIELD 2 si conferma un prodotto in crescita, che riuscirà senza dubbio a tenere il passo di questi ultimi tre episodi nella seconda metà di stagione aiutata anche dal tie-in, annunciato e atteso, con le vicende cinematografiche degli Avengers.