Basta fare un semplice giro su internet per capire quanto Better Call Saul sia già un fenomeno di costume, con una fama che precede di gran lunga la sua messa in onda, una vera rarità visto che stiamo comunque parlando dello spin off di un serial cult come Breaking Bad.

 

Better Call SaulL’immagine di lancio dello show targato AMC ricalca quei mega- cartelloni pubblicitari disseminati lungo le strade statali statunitensi: il faccione di Saul Goodman (il cui vero nome è James McGil) punta dritto il dito contro lo spettatore involontario, che non può fare a meno di restare folgorato dal dubbio gusto della cravatta camp sfoggiata, con assoluta nonchalance, dall’uomo.

Il serial si basa su un format creato da Vince Gilligan e Peter Gould (le due menti creative già dietro il successo di Breaking Bad) ed è pronto a debuttare il prossimo 8 Febbraio sempre sulla stessa rete via cavo statunitense: le vicende narrate sono ambientate nel 2002 (quindi temporalmente slegate rispetto alle vicende di Walter White e soci) e vedono come protagonista- e mattatore- il piccolo avvocato Saul Goodman (interpretato da Bob Odenkirk, che aveva già ricoperto il ruolo nella “serie madre”); insieme a lui si muovono sulla scena altri personaggi fissi come Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), regular nell’originale; il fratello di Saul, Chuck (Michael McKean); Hamlin (Patrick Fabian); Kim (Rhea Seehorn) e Nacho (Michael Mando) con una serie di nuovi personaggi dei quali non si sa molto, se non che saranno interpretati da Kerry Condon, Julie Ann Emery e Jeremy Shamos; niente da fare invece per alcuni personaggi “storici” della serie che non ritorneranno nei loro panni, nemmeno per una breve apparizione (come ha confermato anche Aaron Paul alla rivista The Huffington Post).

Better Call SaulIl via libera per la serie è arrivato nel Luglio 2013: la AMC insieme alla Sony Pictures Television si sono occupate dell’aspetto produttivo, mentre il canale Netflix si è occupato della distribuzione online in streaming; la regia del pilot è stata affidata a Gilligan e la scrittura dei dieci episodi ad un team di scrittori composto inoltre da Bradley Paul, Gordon Smith, Thomas Schauz e Gennifer Hutchison– rispettivamente anche produttore esecutivo e supervisore- decidendo di strutturare il serial in un modo ben preciso: una mezz’ora con toni da commedia, e più di un’ora sulle note del “drama” televisivo più tradizionale, tant’è che Odenkirk stesso ha dichiarato che “lo show è costituito per l’85% dal dramma, e il restante 15% dalla commedia”.

Il 19 Giugno 2014 il canale AMC ha rinnovato la serie per una seconda stagione composta da tredici episodi che andrà in onda nei primi mesi del 2016, rispetto ai dieci episodi della prima la cui messa in onda è stata comunque posticipata rispetto alla data iniziale che avevano previsto.

I primi tre episodi, presentati in anteprima alla stampa, hanno riscosso un positivo successo di critica, raccogliendo commenti entusiasti- a maggior ragione se pensiamo che si tratta pur sempre di uno spin off- e qualcuno si è addirittura spinto a definire Better Call Saul come un prodotto autonomo, che parte in sordina ma è pronto a divampare, come un incendio, attraverso le varie puntate, superando addirittura il modello di partenza originale, del quale costituisce in fondo una “costola”.

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Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Ventiquattro anni, di cui una decina abbondanti passati a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Collabora felicemente con Cinefilos.it dal 2011, facendo ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.