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Le cose si stanno complicando terribilmente per Walter White (Bryan Cranston), schiacciato dalle conseguenze scatenate dal suo alter ego Heisenberg. Nonostante sia davvero uscito dal giro, il passato non può essere cancellato, né accantonato in attesa che il cancro torni a prendersi la vita dell’ex insegnante di chimica. Hank (Dean Norris) brama ardentemente la cattura del cognato, appoggiato da Marie (Betsy Brandt), occupata alla ricerca di un pretesto per mettere al sicuro a casa propria i due nipoti. Heisenberg ha però dentro di sé una freddezza sorprendente e la capacità di manipolare la realtà e i pensieri delle persone che gli stanno attorno per volgere gli eventi a proprio favore. Accanto ha inoltre trovato un’alleata in Skyler (Anna Gunn), apparsa ormai priva di rimorsi e convinta, senza alcuno scrupolo, di dover proteggere i capitali accumulati e la reputazione della famiglia. Una reputazione che toccherebbe anche Hank, a capo della DEA e incapace di riconoscere un cognato trafficante di metanfetamine, avuto davanti agli occhi per anni. La paura di perdere il posto una volta rivelate queste scoperte ai colleghi sta facendo per ora il gioco di Walt, pronto a una confessione diabolica e subdolamente perfetta per legare ancor di più le mani a Hank.

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Scritto da Jennifer Hutchinson e diretto da Michael Slovis, Confession riporta in auge l’analisi psicologica dei personaggi principali della serie. La puntata torna a descrivere il nuovo, spietato e manipolatore Walt, in particolar modo nel suo rapporto con Jesse (Aaron Paul), sempre più l’ago della bilancia del conflitto. Un ragazzo dalla psicologia complessa, profondo ma immaturo, schiacciato dalla paura verso il vecchio maestro e dai rimorsi della propria coscienza, capace di ogni efferato crimine ma pronto a indignarsi ogni qual volta è colpito un bambino, forse a causa dell’infanzia tutt’altro che felice. Era già successo più volte durante il corso di Breaking Bad che Jesse svoltasse e reagisse proprio a causa dei bambini, unica molla in grado di poterlo mettere contro Walt. Jesse è consapevole di essere stato raggirato, ma la paura di diventare cibo per vermi, come è convinto sia ora Mike, può essere sconfitta solo con la furia che la vicenda “avvelenamento di Brock” potrebbe causare. Lui è la bomba a orologeria che può sconvolgere questa fase di stasi, la complessa partita a scacchi tra Walt e Hank che attende una nuova mossa, ormai ferma a contemplare gli sguardi e i possibili bluff da parte dei due contendenti, incapaci di muovere alcun pezzo. Novità di queste ultime puntate una Marie nuova di zecca, più profonda, più protagonista, come forse non era mai stata nelle scorse stagioni. Un personaggio più maturo, che inizia ad avere un peso specifico in ciò che sta accadendo, dopo quattro stagioni relegata a scene di contorno ora vive in prima persona la storia principale. Così come Saul Goodman (Bob Odenkirk), uno dei personaggi più apprezzati della serie, che avrà ancora molto da dire nei prossimi episodi, in cui Walt non potrà che ricorrere ancora alle sue capacità e competenze.

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Confession si sofferma sui personaggi, perché come sempre è dentro di loro che si combattono i conflitti più interessanti. Hank furioso, con con tutta l’intenzione di incastrare Walt ma frenato dalle preoccupazioni per la futura carriera. Jesse spaventato da ciò che Heisenberg sarebbe capace di fare se si rivelasse una minaccia, tuttavia consapevole delle qualità manipolatrici dell’ex socio. Skyler sembra invece aver trovato un suo equilibrio sposando la causa del marito, pur per motivi egoistici. Se uno schieramento si è quindi creato tra i due coniugi, l’altro fronte è ancora in attesa di un punto d’incontro, ma con tutta probabilità Hank e Jesse potranno trovarlo non appena avranno preso una decisione definitiva e accantonato le paure per le conseguenze che la lotta a Heisenberg potrebbe portare. La terza puntata è un nuovo tassello in preparazione del pirotecnico scontro finale, di cui, forse, la sequenza finale di Confession rappresenta proprio il principio.