Fringe: la serie cult di J.J. Abrams, Roberto Orci, Alex Kurtzman

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La serie tv Fringe ideata da J.J. Abrams, Roberto Orci, Alex Kurtzman ha debuttato quest’autunno e vede nel cast la partecipazione di un guest star di tutto rispetto, Leonard Nimoy. ritornano in questo terzo ciclo i protagonisti Anna Torv, John Noble, Joshua Jackson, Lance Reddick, Jassica Nicole, Blair Brown, Mark Valley, Kirk Acevedo.

Premessa

In tutto il mondo stanno accadendo fatti inspiegabili, che sono stati ribattezzati dal Servizio di sicurezza nazionale americano come lo Schema. L’agente dell’FBI Olivia Dunham viene chiamata ad indagare su un volo giunto a Boston da Amburgo con tutti i passeggeri misteriosamente morti e decide di interpellare il dottor Walter Bishop, brillante scienziato che aveva svolto esperimenti su fenomeni paranormali finché non era stato dichiarato instabile e rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

Fringe la trama

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In tutto il mondo stanno accadendo fatti inspiegabili, che sono stati ribattezzati dal Servizio di sicurezza nazionale americano come lo Schema. L’agente dell’FBI Olivia Dunham viene chiamata ad indagare su un volo giunto a Boston da Amburgo con tutti i passeggeri misteriosamente morti e decide di interpellare il dottor Walter Bishop, brillante scienziato che aveva svolto esperimenti su fenomeni paranormali finché non era stato dichiarato instabile e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Con l’aiuto di Peter, il figlio di Bishop, Olivia riesce a far dimettere il professore e con i due stabilisce un sodalizio per capire cosa c’è dietro lo Schema che man mano sta tenendo in scacco il mondo con attacchi di bioterrorismo. Salvo poi scoprire che oltre questa realtà c’è un mondo parallelo, con le stesse persone di questo, ma dove possono avere un ruolo diverso e pericoloso verso questo universo: la partita è comunque ancora lontana dall’essere conclusa, qui e là.

Analisi di Fringe

Fringe

Inevitabile pensare alla madre di tutte le serie televisive sui complotti e le indagini paranormali, e cioè ad X-Files, di fronte a Fringe, fatica a cui si dedica J.J. Abrams dopo aver esaurito la vena Lost. Ci sono effettivamente dei punti di contatto, dal tema del complotto all’interesse per il paranormale, ma per fortuna per entrambe le serie non ci troviamo di fronte ad un www del telefilm di Chris Carter, e Fringe ha alcuni punti di novità che rendono la vicenda interessante, anche se forse gli si può imputare un difetto connaturato a tutte le serie di Abrams: dopo un ottimo inizio, le carte vengono troppo confuse, con l’aggiunta di troppa carne al fuoco e di alcune sottotrame che rendono nebuloso il seguire i fatti narrati e soprattutto cercare di dar loro uno sviluppo coerente con le premesse, sempre più caotiche.

Primo punto di forza: i cattivi stavolta sono le multinazionali, in un mondo globalizzato, dove anche la crisi economica è diventata globale, non ci sono più governi ombra come il Consorzio contro cui lottava Fox Mulder, ma un’azienda, interessata ad usare le scoperte scientifiche per il profitto più facile, a discapito della qualità della vita delle persone e anche della loro incolumità.

Secondo punto di forza: non è solo X-Files ad avere fornito spunti per le vicende narrate, ma molta fantascienza di ieri e di oggi, da Stati di allucinazione di Ken Russell a tutte le storie di universi paralleli, al Dick di Blade Runner. I vari elementi sono a tratti un po’ troppo caotici, soprattutto dalla fine della prima stagione in avanti, ma è interessante vedere i vari apporti narrativi ad una vicenda che si complica sempre di più e di cui non si riesce ad intuire il finale, vista anche l’introduzione dell’universo parallelo, dove chi è buono qui è cattivo là, a cominciare dalla stessa Olivia.

Fringe serie

Un altro punto di forza sono i rapporti tra i protagonisti, non scontati, che presentano da un lato un legame padre e figlio che si riaggancia dopo anni di lontananza, con risultati anche commoventi e simpatici, dall’altra un’eroina come Olivia Dunham, sorta di vestale della verità, non coinvolta sentimentalmente con nessuno dei comprimari dopo la morte (ma sarà morto davvero) del suo collega e compagno, l’agente John Scott, ma legata ad entrambi in una ricerca della verità che la perderà per strada, visto che la sua sorte è ancora aperta.

I fan dei telefilm e del cinema fantastico hanno avuto modo di riconoscere un paio di volti noti, come John Noble, ex re di Gondor ne Il signore degli anelli qui ottimo Walter Bishop e soprattutto Leonard Nimoy, indimenticabile Spock nella saga di Star Trek, qui enigmatico William Bell, personaggio che unisce i diversi universi. Efficace anche Joshua Jackson, ormai cresciuto rispetto alle schermaglie adolescenziali di Dawson Creek, nel ruolo di Peter Bishop, mentre Anna Torv sa dare con Olivia un nuovo ritratto di donna forte del genere fantastico, anche se non ha il carisma di Gillian Anderson nella parte di Scully.

Fringe non ha avuto, probabilmente anche per via della trama non di facile comprensione, grandi ascolti, ma è stato comunque confermato per una terza stagione: si spera soltanto che poi J.J. Abrams  non faccia un altro dei suoi errori, cioè quello di concludere troppo frettolosamente e senza un senso compiuto le mille strade che si sono aperte. Chi per ora vuole immergersi nelle indagini di Fringe cercando di mantenere il filo tra bioterrorismo, indagini paranormali, universi paralleli e mutaforma trova senz’altro di che appassionarsi.

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Redazione
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