House of Cards 2×12 recensione dell’episodio con Kevin Spacey

2011

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Cry ‘Havoc!’, and let slip the dogs of war”  esordisce Frank citando il Giulio Cesare di Sheakspeare nella penultima puntata di House of Cards. Il presidente Walker vive in un clima di paranoia e solitudine in cui si accorge dei giochi di Frank pur non avendone ancora la certezza, il vicepresidente è costretto così a mostrare le sue carte a Cathy, segretario di stato, e a Jackie, capogruppo del congresso. Nel mentre per Raymond Tusk arriva la citazione in giudizio da parte del procuratore speciale Dunbar.

house-of-cards-2x12Chapter 22 è un episodio completo che gravita intorno al Presidente Walker (Michael Gill) messo sull’orlo di un precipizio e conscio di poter perdere il suo ruolo politico, perciò, riversa la sua rabbia nei riguardi del vicepresidente (Kevin Spacey) accusandolo apertamente di tradimento ma impossibilitato a forzare le sue dimissioni per evidenti conseguenze nel partito “Esilio. Sono riuscito a isolare il presidente da tutti, incluso me stesso” commenterà Frank, cambiando la marcia della storia verso un clima di svolta e di conseguenze irreversibili. Nel mentre il faccendiere Doug (Michael Kelly) si deve assicurare che tutto sia apposto per evitare nuove sorprese. Ma il tallone di Frank è più vulnerabile di quanto pensa, poiché se Rachel (Rachel Brosnahan) ha stregato il cuore del suo carceriere, che continua a opprimerla in una clausura cautelativa. Gavin (Jimmi Simpson) ha scavato in quella “gola profonda” che è il web trovando fin troppe informazioni che avvaloravano il complotto di un dimenticato Lucas.

house-of-cards-2x12 (2)Nel mentre Tusk (Gerald McRaney) non è più immune e al riparo, grazie a Feng (Terry Chen), che lo trascina nell’occhio del ciwww, e ai maldestri tentativi del dottor Larkin (Tom Galantich) di tenere riservata la terapia di coppia presidenziale che la spietata Dunbar (Elizabeth Marvel) interpreta come favoreggiamento. Tusk deve così rispondere al riciclaggio di denaro, ma il suo continuo appellarsi al V emendamento gli permette di capire le intenzioni del procuratore.  Il presidente, sempre più sopraffatto dagli eventi messi in moto mesi prima da Claire (Robin Wright), dichiara i problemi coniugali alla stampa che supportata dalla dichiarazione di Frank a Sayyad (Mozhan Marnò) del Daily Telegraph aiuta la situazione legale del presidente nonché la posizione del vicepresidente.

L’episodio diretto da James Foley è uno dei migliori della stagione. Dall’interpretazione degli attori, alle battute sceneggiate fino alla messa in scena, che in questo episodio punta molto anche sulla fotografia, per evidenziare il “lato oscuro” di Frank. Puntata che ci permette di avere la visione di insieme di Frank  che attesta la lungimiranza con cui i coniugi pianificano la loro esistenza all’interno del palazzo del potere. Seppur manchi un solo episodio al finale di stagione, la conclusione sembra piuttosto intuibile, le carte migliori sono in mano a Frank. Ora bisogno vedere solo come affronterà l’ultima partita.