masters-of-sex-logo

Il finale di stagione di Masters of Sex si contraddistingue per le numerose sfaccettature emotive anziché per una trama enigmatica; lo show con Michael Sheen e Lizzy Caplan sottolinea i temi della serie con l’ennesima eleganza e chiarezza delle prime puntate, confermando così, i suoi punti di forza e mostrando le storie che non funzionano per questa complessa “ricerca umana”.

masters-of-sex-1x12

L’episodio sceneggiato da Mischelle Asford, ci mostra le ore che precedono la presentazione dello studio di Bill; tutto è pronto, le diapositive, la sala, i Martini eppure Bill è irrequieto, nervoso qualcosa o meglio qualcuno gli manca ed è lei, Virginia, orgogliosa e distante, costretta in un ufficio più piccolo del solito con una ricerca che non la stimola, obbligata a sedersi sul divano e vedere la storia che va avanti senza di lei, che fa il suo primo passo sulla luna.
Un episodio lineare, fin troppo prevedibile, che però non sottrae niente all’emozione della storia, seppur tutto sia perfetto e orchestrato a dovere perché sembra che persino “l’universo si piega alla volontà” di Bill Masters, l’annuncio di una catastrofe è nell’aria. Il luminare dell’ostetricia ha sempre capito cose poco note ai molti e mai quelle alla portata di tutti. Può parlare di sesso, ma far vedere il corpo che si trasforma durante un atto sessuale è un qualcosa a cui solo lui e Virginia erano pronti. Il vortice di “scandali” e altre invidie collaterali forzeranno le dimissioni del dottore che vede crollare il suo sogno e il suo lavoro, le uniche certezze della sua vita. Una Virginia turbata tra quello che ha visto e quello che vorrebbe fare si aggira per l’ospedale pensando di andare da lui mentre invece qualcosa di più personale la tiene a freno. Solo quando scoprirà l’incrollabile “affetto” che egli prova nei suoi confronti, conferendo alla ricerca anche il suo nome, sarà allora che la proposta di Ethan (Nicholas D’Agosto) è distante da quel “Si” tanto sperato. E mentre Bill beve dimenticando i suoi problemi con Sully, Libby (Caitlin Fitzgerald) intuisce un tradimento mai ammesso ma sempre sentito, nell’imbarazzo dell’incontro o nella rabbia del marito; ed è per questo che non chiamerà suo marito quando sarà in travaglio, custodendo l’emozione materna ancora per sé mentre culla suo figlio.
In questo mostrarsi e nascondersi l’unica storia che ritorna allentando l’emozione e gettando nozioni sulla “chiusura” della società è la vicenda dell’omosessualità di Burton (Beau Bridges) che egli vuole curare con l’elettroshock sotto lo sguardo incredulo di sua moglie Vivian (Rose McIver) e del dottore che vorrebbe “guarire” suo marito dall’omosessualità.

masters-of-sex-1x12-2

Manhigh diretta da Micheal Dinner, è la puntata simbolo di questa serie, non introduce nessun nuovo estetismo oppure intreccio di sceneggiatura. Ma parla di Sesso, non come elemento di collegamento tra personaggi, ma come oggetto che supporta gli altri intrecci che in dodici puntate lo show è riuscito a raccontare egregiamente, come dimostrano le nomination ai Golden Globe di quest’anno e (l’immediato) rinnovo per una seconda stagione, che ci da l’appuntamento al prossimo autunno.