Biancaneve, l’intramontabile storia dei fratelli Grimm pubblicata come favola nel 1812, trasformata in cartone animato dalla Walt Disney nel 1937 e da poco riadattata dal regista Tarsem Singh nel film Biancaneve con Julia Roberts, torna nelle sale rivista in chiave fantasy con il titolo Biancaneve e il Cacciatore.

Il lungometraggio di Rupert Sanders prodotto da Joe Roth (il produttore di Alice in Wonderland di Tim Burton) porta però sullo schermo una trama piuttosto lontana rispetto a quella della favola.

L’incantevole Biancaneve, tradizionalmente costretta a scappare nella foresta per sfuggire alla sua matrigna, pietosamente risparmiata dal cacciatore mandato a strapparle il cuore e amorevolmente accolta da sette nanetti come “colf”, nel film assume contorni decisamente differenti.

La nuova Biancavene (Kristen Stewart), infatti, nonostante (come da copione) fugga nella Foresta Oscura poiché la regina/matrigna Ravenna (Charlize Theron) la vuole morta, e nonostante (come da copione) venga inseguita da un cacciatore (Chris Hemsworth) mandato dalla sovrana per ucciderla, non subirà la stessa sorte passiva della sua antenata.

Eric il Cacciatore, infatti, dopo aver trovato la ragazza, non decide di lasciarla in vita per pietà, ma perché vede in lei la chiave per riportare giustizia nel regno che Ravenna ha reso tetro e spaventoso. Così, aiutato da sette nani, inizia Biancaneve all’arte della guerra e la giovane donna, una volta diventata guerriera, darà battaglia alla perfida sovrana alla testa di un vero esercito.

La sceneggiatura di Evan Daugherty e l’universo immaginifico e visionario del regista Rupert Sanders (regista di spot pubblicitari alla sua prima prova nel lungometraggio) riescono a creare un mondo che ricorda la favola originaria ma che, contemporaneamente, risulta del tutto nuovo. Il film, infatti, nonostante presenti gli oggetti e i personaggi simbolici tipici della fiaba che tutti conosciamo, come lo specchio, la mela avvelenata e la regina cattiva, non si riallaccia alla tradizione e dà una visione diversa dei suoi eroi. Il nuovo buono non è il principe che salva la principessa ma un cacciatore alcolizzato; Biancaneve non è la fragile protagonista che deve essere aiutata ma un’eroina che ha ben chiara la sua missione e lotta per ottenere ciò che vuole.

Inoltre, in Biancaneve e il Cacciatore, il conflitto tra Ravenna e Biancaneve, cioè tra la morte e la vita, non è isolato ma si inserisce in un contesto più ampio, in una vera guerra tra due parti del regno. Sanders dunque viene chiamato non solo a rendere una storia drammatica e personale che oppone il bene e il male, ma ad inserire tale tensione in un film dalle proporzioni epiche, fatto contemporaneamente di battaglie, di scene di massa e di drammi privati.

Una favola senza tempo, un universo fantastico in cui l’elemento magico è dietro l’angolo, una guerra senza quartiere tra bene e male, un’enorme cura per scenografie ed effetti speciali, un cast d’eccezione, un budget sui 172 milioni di dollari e una mela avvelenata… un buon mix per aspettarsi un buon film!

Nelle sale dall’11 luglio 2012