Uscirà il prossimo 17 febbraio negli Stati Uniti (e il 23 marzo sugli schermi italiani), Ghost Rider – Spirit of Vengeance, secondo film dedicato al supereroe ‘infernale’ creato dalla Marvel. Il protagonista Johnny Blaze, ritiratosi in una sorta di esilio forzato per poter tenere sotto controllo i propri demoniaci poteri, sarà costretto a tornare a vestire i panni dello Spirito della Vendetta dal teschio fiammeggiante per proteggere un bambino (e sua madre) e assieme a lui le sorti del mondo. Nel ruolo dell’eroe ritroveremo Nicholas Cage, unico superstite del cast del precedente film, a fianco del quale ci saranno, tra gli altri, Violante Placido, Idris Elba (visto recentemente nel ruolo di Heimdall in Thor) e il redivivo Christopher Lambert.

 

Spirit of Vengeance giunge a cinque anni di distanza dal precedente capitolo; molti i cambiamenti: alla regia in luogo di Mark Steven Johnson ci sono Mark Neveldine e Brian Taylor (Crank e Gamer); le riprese si sono spostate in Romania e Turchia dall’Australia del film precedente; ridotto anche il budget, passato dai 110 milioni di dollari del primo film ai 50 di Spirit of Vengeance.

L’operazione in effetti suscita qualche dubbio, specie alla luce dei risultati non certo esaltanti del primo Ghost Rider, che a mala pena superò i costi di produzione, ricevendo per lo più critiche negative.

Contrastanti anche i giudizi degli spettatori ‘fumettofili’: a non convincere, più che la storia in se (lo spirito del personaggio fu tutto sommato centrato), fu la scelta di Cage, forse non azzeccatissima.

Il prossimo film promette di essere una variazione sul tema dell’eroe che, suo malgrado, diventa una sorta di angelo custode del bambino destinato a reggere le sorti del mondo, (immaginiamo con tanto di ‘coinvolgimento sentimentale’ con la madre del predestinato), con la ‘novità’ dei contorni demoniaci che il protagonista sarà costretto ad assumere per compiere la propria missione.

Vista così Ghost Rider – Spirit of Vengeance non appare destinato a raggiungere le ‘vette’ dei suoi recenti predecessori in tema di supereroi su grande schermo (e tutto sommato visto le dimensioni dello sforzo produttivo, non sembra mirare nemmeno a mirabolanti risultati), puntando, forse, ad essere una sorta di ‘contentino’ per i patiti del genere, dando loro qualcosa da ‘sgranocchiare’ in attesa del ben più lauto pasto che verrà loro offerto in primavera con i Vendicatori.