Francesca Cabrini, diretto nel 2024 da Alejandro Gómez Monteverde, si inserisce nel filone del cinema biografico a sfondo storico e religioso, raccontando la vita di Santa Francesca Saverio Cabrini, figura centrale del cattolicesimo tra Otto e Novecento e prima cittadina statunitense a essere canonizzata. Il film sceglie un impianto narrativo classico, vicino al biopic edificante, ma lo declina con una messa in scena solida e accessibile, pensata per valorizzare il percorso umano e spirituale della protagonista più che l’agiografia pura.
Il genere di riferimento è dunque quello del dramma storico, arricchito da forti componenti sociali. Francesca Cabrini affronta infatti temi come l’emigrazione italiana negli Stati Uniti, la povertà urbana, la discriminazione verso gli stranieri e il ruolo delle donne in una società profondamente patriarcale. Al centro del racconto c’è una fede vissuta come forza pratica e trasformativa, capace di tradursi in azione concreta: scuole, ospedali e opere di assistenza diventano il vero campo di battaglia della protagonista, più che la dimensione mistica o contemplativa.
Una delle particolarità del film risiede proprio nel ritratto di Francesca Cabrini come figura combattiva e visionaria, lontana dall’immagine passiva spesso associata ai santi sullo schermo. Monteverde insiste sul conflitto con le istituzioni civili ed ecclesiastiche, sullo scontro con il potere e sulle difficoltà logistiche e politiche affrontate dalla missionaria. Nel resto dell’articolo, l’attenzione si sposterà sulla vera storia che ha ispirato il film, approfondendo la straordinaria vicenda umana e storica di Francesca Saverio Cabrini.

La trama di Francesca Cabrini
Il film è ambientato alla fine dell’Ottocento nei bassifondi di New York. Qui abita l’italiana Francesca Cabrini (Cristiana Dell’Anna), mandata da Papa Leone XIII (Giancarlo Giannini) nella Grande Mela per evangelizzare le Americhe. La Cabrini diventa così la prima donna a capo di una missione oltreoceano. Nonostante l’appoggio del Papa, Francesca viene però ostacolata nella sua missione dall’Arcivescovo locale, Corrigan (David Morse), e dalle istituzioni cittadini. Eppure, con coraggio e una ferrea volontà non permette loro di interferire con i suoi progetti, superando ostacoli politici, economici e culturali.
La storia vera dietro il film
Santa Francesca Saverio Cabrini è nata il 15 luglio 1850 a Sant’Angelo Lodigiano in Lombardia, in una famiglia numerosa con umili origini. Dopo gli studi si diploma maestra e nel 1874 entra nella vita religiosa, fondando nel 1880 l’istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù con lo scopo di dedicarsi all’apostolato missionario e all’assistenza agli emarginati. Il suo percorso formativo è segnato da una profonda spiritualità ispirata alla devozione al Sacro Cuore e alla volontà di servire i più poveri, in particolare gli orfani e gli immigrati italiani, che affrontano condizioni di vita estremamente difficili negli Stati Uniti di fine Ottocento.
Su invito di Papa Leone XIII, Francesca Cabrini lascia dunque l’Italia nel 1889 per gli Stati Uniti, dove la massa di emigranti italiani vive in quartieri degradati, privi di servizi educativi e sanitari elementari. Qui, partendo da New York, la religiosa e le sue compagne aprono scuole, asili, ospedali, orfanotrofi e centri di assistenza nelle comunità italiane e oltre, penetrando anche nel Centro e Sud America. La sua opera è rivolta non solo a garantire istruzione e cure, ma anche a sostenere l’integrazione sociale e la dignità degli immigrati, affrontando la discriminazione e la povertà urbana diffusa.

L’impatto della sua attività è vasto e duraturo: in oltre trent’anni di missione Cabrini fonda decine di istituzioni in diversi paesi, portando assistenza concreta a migliaia di persone. Nel 1909 ottiene la cittadinanza statunitense e alla sua morte, avvenuta il 22 dicembre 1917 a Chicago, lascia una rete organizzata di opere sociali e missionarie in continua espansione. Viene beatificata nel 1938, canonizzata nel 1946 e proclamata nel 1950 Patrona degli emigranti, riconoscimento che sottolinea il profondo legame tra la sua opera e le esperienze migratorie dell’epoca.
Il film Francesca Cabrini trae dunque ispirazione da questa vicenda reale, ma apporta alcune semplificazioni e scelte narrative per esigenze drammaturgiche. Alcuni personaggi di contesto, come giornalisti o figure specifiche con ruoli di dialogo diretto con Cabrini nel film, non corrispondono sempre a persone storiche note nelle fonti, e certi dettagli biografici vengono condensati per fluidità narrativa. Tuttavia, la rappresentazione delle difficili condizioni degli immigrati italiani a New York e l’impegno di Cabrini per istruzione e assistenza riflettono fedelmente l’obiettivo originario della sua missione, così come documentato da testimonianze e dichiarazioni di Cabrini stessa nei suoi primi anni in America.
Francesca Cabrini racconta dunque una vicenda autentica di dedizione missionaria, assistenza sociale e impegno per i diritti degli ultimi, pur adottando alcune licenze creative per costruire un arco narrativo cinematografico coerente, come riportato da HistoryvsHollywood. Da qui la figura storica di Cabrini emerge come esempio di tenacia, fede e innovazione sociale, e il film funge da punto di accesso di grande pubblico per scoprire una delle storie più significative del cattolicesimo sociale e della storia delle migrazioni tra XIX e XX secolo.
