Euforia valeria golino

La settantunesima edizione del Festival di Cannes vede trai suoi protagonisti, in Un Certain Regard, Valeria Golino, che, dopo Miele, torna alla regia con Euforia, in cui dirige Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Jasmine Trinca, Isabella Ferrari e Valentina Cervi.

Il tema affrontato in Euforia, che racconta la storia di due fratelli che si ritrovano per causa di forza maggiore, ricorda in maniera tangente quello di Miele, che ruota intorno alla morte. Che la Golino regista sia interessata a sviluppare questo argomento?

“Quando faccio un film poi lo collego agli altri con il senno di poi – spiega Valeria – Sembra anche a me. Mi fa piacere pensare che ci sia un legame. Quando ho deciso di fare Euforia non pensavo a questo tema per esempio. Quindi se c’è questa connessione, esiste inconsciamente.”

Ma quindi da dove è arrivata l’idea per il film?

“È difficile per me raccontare qualcosa che non sia una situazione drammatica in merito ai problemi del mondo. Se devo raccontare l’intimità mi rivolgo alle cose che non cambiano, e la morte è la regina di queste cose (…) Stavo cercando di lavorare al mio secondo film ma non ero mai completamente contenta della storia e non sentivo nessuna urgenza di raccontare qualcosa. Durante questo periodo, ho cominciato a vivere una situazione personale, una cosa accaduta a una persona che mi è molto cara. E da questa cosa è nata l’idea del film. Ho trovato qui lo spunto per la storia, e da lì ci siamo messi a lavorare con cautela, cercando di allontanarci dal privato e dal personale.”

Protagonista del film è Riccardo Scamarcio, che attribuisce alla sceneggiatura la caratterizzazione così attenta dei personaggi: “Scrittura, e sintonia sul set sono stati fondamentali. In alcuni casi abbiamo aggiunto delle cose, ma il lavoro principale è stato fatto in fase di scrittura. Il testo però non era così semplice, è una sceneggiatura molto sofisticata e letteraria e abbiamo avuto delle difficoltà. Non è un linguaggio colloquiale, è un testo preciso e la sfida è stata quella di restituirlo nell’interpretazione. Ogni personaggio è tratteggiato con estrema attenzione. Ogni personaggio ha la sua frequenza, la sua chiave e questa cosa ce l’ha regalata Valeria, che in quanto regista è il primo spettatore del film.”

Valerio Mastandrea, co-protagonista, aggiunge: “Io invece di aggiungere ho tolto qualcosa, perché penso che alcuni risultati li raggiungi anche solo con i tempi. Il mio personaggio non era semplice. Per me, il film è la storia di un uomo che crede di avere tutti gli strumenti per risolvere ogni cosa, e quando si trova ad affrontare un dolore così grande cerca di comportarsi allo stesso modo. Ma non funziona e deve spogliarsi di tutto ciò che crede di sapere.”

Sul fatto che è stata scelta per la sezione collaterale Un Certain Regard e non per il concorso ufficiale, Valeria Golino è molto sincera: “Il mio desiderio intimo era quello di essere a Cannes in Un Certain Regard, se Fremaux ci avesse offerto il concorso saremmo corsi comunque, ma il mio desiderio era questa sezione, forse perché voglio stare ancora un po’ nell’ombra.”

E perché la Golino regista non ha ritagliato un ruolo per la Golino attrice, in Euforia?

“Non ho mai pensato di essere presente nel film anche come attrice. Avrei potuto interpretare solo il ruolo di Isa (Isabella Ferrari, ndr), ma io volevo lei fortemente. Siamo amiche da tanto, la inseguo da 30 anni e la fotografo ogni volta che posso, volevo che fosse lei.”

Il Festival di Cannes 2018 si svolgerà dall’8 al 19 maggio. Segui il nostro speciale.