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I raccomandati sono un tema scottante, importante e d’attualità, oggi come ieri, e così Gianbattista Avellino ne ha fatto un film che oggi ha presentato alla stampa insieme ai produttori e ai protagonisti: Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini che interpretano dei professionisti ai quali viene sottratto il posto da soggetti meno meritevoli ma raccomandati.

Perché quindi trattare un tema così serio con i toni della commedia?  Avellino ha obbiettato spiegando che dietro la definizione di commedia esistono tante sfumature, e questa scelta “è stata dettata dal fatto che abbiamo trattato un tema sociale e non privato. Non abbiamo edulcorato la realtà, ma abbiamo cercato di essere fedeli al reale lasciando uno spiraglio di ottimismo che però non facesse perdere al film la sua efficacia. È un lavoro che fa pensare”. Il bell’Argentero ha replicato che proprio tramite l’arma della commedia è possibile parlare di argomenti spinosi, così come Ruffini che con la simpatia che lo caratterizza dice: “Secondo me dopo che uno si è fatto due risate, pensa meglio!”.

Trai protagonisti del film anche il grande Giorgio Albertazzi che con misura ed eleganza ha elogiato il film di Avellino e definendolo un buon film: “Avellino ha girato con leggerezza, il suo film è una denuncia contro il nepotismo e contro la burocrazia soffocante. Se queste caratteristiche così scomode della realtà nazionale si riescono a raccontare con questa leggerezza, allora si può dire tutto”. Il film è interamente girato a Firenze, perché “la piccola realtà cittadina caratterizza meglio i personaggi. In una città piccola sono messi con le spalle al muro se viene tolto loro il lavoro!”

Come si è trovato l’equilibrio tra la realtà e i momenti comici? Avellino: “Se avessimo alleggerito troppo, avremmo negato la ragione del film, che è quella di trattare di un argomento serio. Abbiamo lavorato per giorni insieme, leggendo il copione rigo per rigo, era fondamentale che ci fosse un sentimento comune per tutto il cast. Poi la fase di montaggio mi ha permesso di riscrivere il film, e molti dei momenti più emozionanti sono diventati tali proprio in questa fase.”

Non siete mai caduti nella tentazione di farvi raccomandare? Argentero: “E’ molto complicato distinguere la situazione, dal momento che questo meccanismo è molto radicato nel fare comune dell’Italia. Il film in questo non offre una soluzione, pone solo il problema e racconta una storia che sottolinea le dinamiche quotidiane dei protagonisti”.

La commedia sta invadendo l’Italia in questo momento … Paola Cortellesi: “La commedia è sempre stato un veicolo importantissimo per comunicare, poi avviamente ogni prodotto ha un valore diverso per cui vanno valutati singolarmente. Il fatto che adesso, come in altre occasioni, io abbia preso parte ad una cosa che viene etichettata come una commedia non mi sembra un deterrente”.

Anche le musiche di Pivio & Aldo De Scalzi, come il tono del film, sono state composte all’insegna della leggerezza, “optando per canzoni originali laddove in genere si scelgono dei pianti orchestrali. Il taglio della colonna sonora è anglosassone, molto sobrio e anche se le canzoni sono in inglese il testo descrive la situazione che si sta svolgendo sullo schermo.”

In queste commedie ‘moderne’ non c’è la cattiveria della commedia classica all’italiana. Il mercato di oggi lo impedisce? Avellino: “Il film è così perché la realtà è diversa, forse adesso si spera molto di meno, quindi almeno nel film si mette da parte la cattiveria della realtà e c’è un bisogno di redenzione. Ma sicuramente tutto è dettato dalla volontà di chi scrive”.