Dragon Trainer - Il Mondo Nascosto

Con largo anticipo sull’uscita italiana, si è tenuto a Londra un incontro dedicato al terzo capitolo della fortunata saga Dragon Trainer, intitolato Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto. Protagonisti dell’incontro sono stati il regista Dean DeBlois e il produttore Brad Lewis.

I due hanno presentato alla stampa in un Q&A alcune tecniche degli effetti speciali utilizzati per il film e hanno illustrato quali scelte sono state fatte per questo terzo e ultimo capitolo del franchise.

In questo film, sempre targato DreamWorks Animation, la storia si sposta sulla necessità di trovare il coraggio di affrontare l’ignoto mentre si cresce e su come nulla possa mai prepararci alla necessità di separarci da qualcuno che amiamo. Quella che era iniziata come un’improbabile amicizia tra un vichingo adolescente e una Furia Buia di nome Sdentato si è trasformata in un’avventura epica che ne narra le esistenze.

Dragon Trainer – Il Mondo Nascosto, recensione del film

Tornano dunque tutti i protagonisti amati dal pubblico, più qualche avvincente sorpresa, come la Furia Chiara. Il produttore Lewis ha spiegato che all’inizio nessuno pensava che Dragon Trainer sarebbe diventata una trilogia, ma che il progetto si è sviluppato naturalmente in questi dieci anni in cui il pubblico è cresciuto insieme a Hiccup e Sdentato, tant’è che il regista DeBlois non è neanche un fan dei sequel. Più andavano avanti più si convincevano che la storia aveva molto da dare e serviva coraggio per progredire, sia visivamente che a livello di narrazione.

I due lavorano insieme da più di venticinque anni, Dean DeBlois è il papà di numerosi famosi film d’animazione, come Lilo & Stitch, e Brad Lewis è il produttore di Ratatouille, quindi insieme formano una coppia che garantisce successo e qualità del prodotto.

Come è cambiato il franchise dal punto di vista tecnologico?

B.L.: “Dal punto di vista tecnologico ci sono tantissimi cambiamenti, la cosa divertente, della quale parliamo ormai da venticinque anni, è sempre la stessa: come far girare l’acqua, come possiamo fare le nuvole, come inseriamo il fuoco. Per ogni film da venticinque anni, abbiamo sempre le stesse conversazioni su come fare le cose, il computer e il reparto dei visual effect può aiutare nella trasformazione fisica dei personaggi, ma noi facciamo arte, quindi discutiamo molto su come strutturare le cose, è incredibilmente difficile perché c’è bisogno di moltissima competenza.

Quando Dean ha l’ispirazione, con il suo modo di tirare fuori le idee, il team può tramutarle in realtà, in questo modo possiamo dire ‘sì’ a tutto.”

Come avete fatto a creare la scena iniziale con tutti quei personaggi insieme ai draghi?

D.DB.: “Abbiamo preso ispirazione da Revenant e il lavoro di Emmanuel Lubezki dove c’era questa unione di personaggi e natura, ma è impossibile da fare nell’animazione, nella nostra scena di intro per ogni personaggio c’è un drago e non è una scena molto lunga, credo siano 30 secondi che vuol dire 2 mesi per gli animatori. Dopo aver creato la scena, la luce è stata modificata con il team degli effetti speciali, è stato molto complesso ma lo Studio ha accettato la sfida, li ha resi molto orgogliosi.

Non è mai sembrato che ci fosse qualcosa che non potessero fare, volevano fare del loro meglio per i fan e superare le aspettative, perché, come spesso accade con le trilogie, non volevamo deludere nessuno con l’ultimo capitolo.”

Come crea le sue storie Dean?

D.DB.: “Tutti possono creare storie dinamiche, ma poi bisogna lasciare che la storia progredisca da sola, non puoi forzarne l’andamento, se impieghi tempo e pazienza la storia si evolve nella maniera migliore, qualsiasi cosa tu cerchi di metterci viene o assorbita o rigettata allo stesso modo, puoi cambiare idea su un personaggio che ti sembrava giusto in un altro momento. A volte mi ritrovo nel mio ufficio a disperarmi e con la testa sulla scrivania a chiedermi perché non funziona. Poi tutto si risolve da sé”.

Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto, nuove rivelazioni nel trailer finale

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