Il sesso degli angeli Leonardo Pieraccioni
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Reduce da Se Son Rose e giunto al suo quattordicesimo film, con Il sesso degli angeli, dal 21 aprile al cinema, Leonardo Pieraccioni opera un sostanziale cambiamento nel suo approccio ai personaggi, alle storie e al cinema. Come da lui stesso dichiarato “a trenta e quarant’anni ho raccontato l’amore travolgente, di quelli che si vedono solo nei film. A cinquant’anni ho raccontato le crisi della mia generazione. A quasi sessant’anni mi toccano ora i ruoli del prete, come tra qualche anno mi toccheranno quelli del nonno”.

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La storia di Il sesso degli angeli ha infatti come protagonista don Simone, prete in una cadente chiesa nel cuore di Firenze, che si ritrova ad ereditare una misteriosa tenuta a Lugano, in Svizzera. Una volta recatosi ad esplorare quanto ricevuto dall’eccentrico zio Waldemaro, don Simone si ritrova a che fare con un bordello di lusso, gestito dall’affascinante Lena e pullulante di belle ragazze. Per il prete, già di suo ricco di dubbi sulla fede, si presenta dunque una questione quantomai spinosa, che lo porrà di fronte a difficili decisioni.

Presentando il film alla stampa di Roma, Pieraccioni ci tiene a raccontare come l’idea per questo suo nuovo film sia arrivata all’improvviso, mentre lavorava alla sceneggiatura di un film poi accantonato. “In un momento così particolare per il mondo e il cinema italiano, – racconta Pieraccioni – cercavo un’idea il più pizzicante possibile. Mi divertiva l’idea di dar vita ad un aperto contrasto tra due mondi notoriamente distanti tra loro e in particolare stavolta volevo porre il mio personaggio davanti ad un bilancio della propria vita, proprio come capita di fare a me oggi.”  

Leonardo Pieraccioni tra sacro e profano

All’interno di Il sesso degli angeli vengono dunque trattati una serie di temi molto italiani e sempre attuali, come il matrimonio per i preti e la riapertura delle case chiuse, sui quali Pieraccioni si dichiara “estremamente favorevole”. Temi, dunque, con i quali non è facile rapportarsi e a riguardo dei quali Pieraccioni ha affermato che “oggi si sta esagerando sul politicamente corretto. Tante battute presenti nei miei vecchi film oggi non si potrebbero più fare. Però penso che le cose vadano contestualizzate. Per la comicità ci vogliono alcune parole specifiche, che non si possono sostituire. Sicuramente ci sono stati momenti in cui si è esagerato, oggi invece si esagera nel senso opposto.”

Per quanto riguarda la fede, invece, Pieraccioni si dichiara “a metà tra San Tommaso e Margherita Hack. Credo dunque che potrebbe finire in un grande boh. Qualora però mi si presentasse il buon Dio davanti, io mi getterei in ginocchio e da bravo cabarettista gli direi “ci ho sempre creduto”!”.

Il sesso degli angeli conferenza stampa

Leonardo Pieraccioni con Sabrina Ferilli solo al cinema

Accanto a Pieraccioni, nel ruolo di Lena, si ritrova invece l’attrice Sabrina Ferilli, che racconta “conoscevo Leonardo e i suoi film, ho sempre apprezzato l’umorismo grottesco ma ricco di sentimenti di cui è capace. Quando mi ha proposto il progetto sapevo già che avrei accettato, anche solo per la stima nei suoi confronti, ma leggendo il copione ho poi provato vero divertimento e questo mi ha convinto ancora di più di voler partecipare al film.

Alla conferenza stampa è presente anche Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, il quale afferma che “quando Leonardo ci ha proposto Il sesso degli angeli, mi sembrava perfetto, perché è un’idea fresca, divertente e lui aveva le idee chiare su tante cose, risultando estremamente convincente. Lo ritengo uno dei suoi film più belli, anche solo per il suo mettersi in panni diversi da quello del latin lover. Il film esce in sala, dove è giusto che sia e se i suoi temi “spinosi” possono contribuire a portare al cinema un pubblico incuriosito, ben venga!”

Per Pieraccioni, che si ricollega a quanto detto da Del Brocco, la sala cinematografica va difesa sempre e comunque. “Anche se ci fossero solo quattro spettatori in sala, questa va resa accogliente. Naturalmente oggi le tecnologie per l’home video sono straordinarie, ma personalmente quando sono al cinema, lo schermo si illumina e inizia il film, quell’emozione lì non riesce a resistituirmela nessun televisione o altro schermo.”

 

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