Alle giornate professionali di Riccione, Ciné 2017, abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare Giulio Carcano, Director Theatrical Distribution Walt Disney Studio Motion Pictures, con il quale abbiamo fatto una lunga chiacchierata su tutto quello che riguarda i film Disney al cinema dalla seconda parte dell’anno, fino ad arrivare all’attesissimo film di Natale, che tutti noi conosciamo, ovvero Star Wars Gli Ultimi Jedi.

Disney partirà a inizi settembre con Cars 3, sequel e film d’animazione di successo che arriva al cinema dopo l’estate rispetto alla data americana, rispetto al passato. Come mai si è scelto di uscire in un periodo così affollato di titoli, come capita in Italia a settembre?

Noi riteniamo che quella finestra, Back to School diciamo, sia una finestra ideale per il genere di film come Cars 3. In passato abbiamo lanciato i nostri film durante l’estate, mi ricordo Toy Story 3 al 70 Luglio o Cars 2 il 02 Giugno. Poi però analizzando le performace del film dopo l’uscita comunque siamo arrivati alla conclusione che nonostante gli incassi fossero stati più che buoni, non si fosse però raggiunto il massimo potenziale dei due titolo citati. Per questo siamo ritornati ad una data come quella di Cars 3 perché ci consente (secondo noi) di far esprimere quel potenziale, poi fatalità ha voluto che abbiamo avuto risultati come quello di Inside Out che ha raggiunto i 25 milioni di euro, che ci ha portato a pensare che una logica come questa fosse quella giusta.

Veniamo al vostro titolo più atteso, Star Wars Gli Ultimi Jedi, la domanda è questa, come si fa a replicare l’incredibile risultato ottenuto con Star Wars Il Risveglio della Forza, considerando anche che non ci sono più due nomi coinvolti in prima persona come JJ Abrams alla regia e Harrison Ford come attore? 

Come potrete immaginare il film è avvolto nel mistero più assoluto ma certamente la sceneggiatura risolverà i vari interrogativi seminati nel primo film. Io personalmente confido sempre sul fatto che se torniamo alla trilogia originale, ci si faceva le stesse domande, me lo ricordo perché era ragazzo anch’io quando uscì il primo film, e l’incredibile attesa sull’Impero colpisce ancora che non potrà mai essere paragonabile a quella di quello che era per noi Guerre Stellari, e forse quel sequel alla fine è diventato poi il film forse più riuscito e più maturo nel complesso. Diciamo che in questo caso si ha comunque un regista e uno sceneggiatore molto considerato come Rian Johnson, che è comunque interessante e non è scontato. Le aspettative sono molto alte ma la speranza di vedere un gran film ci sono, al di là dei numeri, parlo anche della qualità del film. Di solito i capitoli centrali si permettono di osare di più per arrivare poi ad un terzo film.

Ma appunto avendo i fan delle grosse aspettative sul film, aver perso nomi importanti e considerato che i nuovi personaggi non hanno fatto breccia nei fan storici (almeno non tutti) considerato anche che con ogni probabilità sarà anche l’ultimo di Carrie Fisher, come ci si pone d’avanti ad un film che ha comunque l’obiettivo di replicare il risultato del primo film? 

Giulio CarcanoE’ vero, ma alcune volte si ha un po’ la sensazione che qualunque cosa fai .. no si arriva al risultato .. vedremo .. però è anche vero che per un Harrison Ford che esce c’è un Mark Hamill che entra perché di fatto nel primo capitolo l’abbiamo solo intravisto. Penso anche che la mancanza di Harrison Fors potrà essere colmata  il maggior peso che potrà avere la figura di Carrie Fisher. Io penso che anche i personaggi che sono stati introdotti nel primo capitolo saranno sviluppati su più sfaccettature, anche lo stesso Kylo Ren è  un personaggio che comunque è molto ambiguo  e ambivalente da come abbiamo visto in un flashback, quindi ti dico che secondo me quello è un personaggio che è molto interessante ed io ho apprezzato che il fatto che non sia stato dipinto in maniere così definita nel primo film. Bisogna vedere adesso come verrà sviluppato e come deciderà di agire nel futuro. Poi non sapere nulla secondo me è anche giusto. Oggi veramente si va al cinema dopo aver visto trailer, clip, backstage, e altro. Una volta era molto più bello, andavi al cinema e forse avevi visto il trailer ma il più delle volte nemmeno quello. Era qualcosa di incredibile e ti sorprendevi, qui vai e si sa già tutto. Io personalmente sono contento di non sapere nulla. 

Parlando dei film Marvel, sappiamo che Thor Ragnarok è un film molto atteso, la fine di una trilogia ma andiamo un po’ più là negli anni, dopo Black Panther e Infinity War, cosa rappresenterà per voi perdere volti noti come quello Robert Downey jr, Chris Evans, sarà più difficile anche da noi vendere quei film? 

Noi abbiamo piena fiducia nella programmazione Marvel, se consideriamo come lavorano loro e come hanno gestito tutto il Marvel Cinematic Universe che è poi diventato un modello di riferimento anche per altri, hanno fatto un qualcosa di preciso e non scontato che sicuramente hanno già pianificato anche questo, nel caso si dovessero verificare quelle uscite del cast. 

Per quanto riguarda l’idea di produrre un documentario tutto italiano per accompagnare l’uscita al cinema di un film come Cars 3, come nasce questa iniziativa? è bello vedere che la divisione Italia produca contenuto diciamo originale a supporto di un film. 

Avevamo già fatto qualcosa di simile con Saving Mr. Banks e secondo me questo, Cars 3, è ancora più azzeccato se vogliamo perché il legame che ci accomuna alle automobili e alle gare se vogliamo è ancora più forte e molto marcato. Poi se pensiamo al legame con Disney e la 500 che agli inizi era la Topolino, diciamo che ci ha aiutato. Poi noi crediamo molto nelle piattaforme digitali e produrre questo ci ha permesso poi di fare anche la webseries di 10 episodi  che è stata lanciata sulla pagina facebook di Cars che è condotta da Fisichella e che poi porterà al documentario che racconta questo spaccato storico del nostro paese e del mondo delle corse. Secondo noi è molto interessante ed oggi è importante cercare e trovare attività che escano un po’ fuori dai canoni, perché è sempre più difficile raggiungere tutto il pubblico e incuriosirlo, quindi quando riusciamo ci piace anche sperimentare e consente anche di fare qualcosa di nuova e diversificare.