

All’anziana donna è rimasto solo Stéphane, l’amore del passato, l’uomo che vorrebbe ancora accanto ma che, essendo molto più giovane, ha ormai la sua vita e Anne, che, da domestica è destinata a diventare ospite, amica, “figlia”.
A Lady in Paris , film dell’estone Ilmar Raag, indaga in maniera originale il rapporto che si crea tra persone accomunate da sentimenti simili, ma diverse per origini, ceto, età. L’aspetto più interessante, infatti, è l’attenzione prestata all’equilibrio sentimentale e alla dipendenza affettiva che si instaura tra i tre protagonisti. Il gioco di situazioni, sguardi e piccoli gesti tiene piuttosto bene, grazie soprattutto alla bravura degli interpreti.
Purtroppo, in generale, a causa di silenzi troppo lunghi e ritmo non molto incalzante, il risultato appare come uno spaccato psicologico degno di nota all’interno di un lungometraggio un po’ piatto.
Girato con discreta eleganza e vincitore del premio Ecumenico al Festival di Locarno, A Lady in Paris sarà nelle sale dal 16 maggio, distribuito da Officine Ubu.

