In un clima natalizio dominato da cinepanettoni e commedie romantiche, Una di famiglia si distacca totalmente, regalando al pubblico un thriller accattivante. Tratto dall’omonimo romanzo di Freida McFadden, il film è diretto da Paul Feig (Un piccolo favore, Ghostbusters) e scritto da Rebecca Sonnenshine. Una di famiglia figura anche un cast di figure già molto note nel panorama cinematografico internazionale. L’attrice Sydney Sweeney (Cassie nella serie Euphoria, Tutti tranne te) qui interpreta Millie, una giovane che si ritrova a fare la governante in una ricca famiglia, mentre Amanda Seyfried (Mamma mia!, Les Miserables) qui è nei panni di Nina, la ricca signora che assume Millie in casa propria. Altre figure importanti nel cast sono un affascinante Brandon Sklenar ( It ends with us, Vice- l’uomo nell’ombra) e l’italiano Michele Morrone (Massimo Torricelli nella trilogia 365 giorni), che interpretano rispettivamente Andrew, marito di Nina, e Enzo, il giardiniere.
Una di famiglia: una perfezione imperfetta
Millie è una giovane ragazza che vive ormai ai confini della società: dopo essere uscita di prigione con libertà condizionata, vive nella propria macchina ed è costretta a trovare un lavoro per evitare di tornare in carcere. Tra i vari colloqui che fa, c’è proprio quello per il ruolo di governante nella casa dei Winchester, da cui partono le vicende del film.
Nina Winchester accoglie Millie in casa propria come una figlia, ma qualcosa sembra essere fuori posto: già la stanza di Millie, nella parte più alta e remota della casa presenta una curiosa serratura, collocata solo nella parte esterna della porta, e nessuna vera finestra.
Dalla prima mattina, Nina cambia totalmente il proprio comportamento, dando sfogo a tutta la sua instabilità, accusando Millie di aver buttato dei suoi documenti. Quello che sembra un solo momento di follia diventa la normalità: Nina sembra fare di tutto per rendere la vita della giovane governante impossibile.
Unico santo protettore di Millie sembra essere proprio Andrew: l’uomo, reputato da tutti e tutte come perfetto, difende la giovane governante dalle angherie della moglie. Questo però porterà i due ad avvicinarsi sempre di più, fino a far esplodere tutti gli equilibri della famiglia Winchester.
Tutto sembra essere perfetto, il lieto fine sembrerebbe dietro l’angolo, ma le verità nascoste non tarderanno a emergere.
Una di famiglia: due facce della stessa medaglia
Per tutta la prima parte di Una di famiglia vengono presentate allo spettatore due figure femminili diametralmente opposte. Da un lato abbiamo Millie, una giovane ragazza che sembra essere vittima stessa della propria vita: costretta a vivere nella propria auto e a dover sopportare i maltrattamenti dell’altra pur di non tornare in prigione. In un primo momento, non viene neanche chiaramente svelato il motivo per cui la ragazza era stata condannata: tutto anzi porterebbe lo spettatore a pensare che la giovane fosse stata incastrata, o che si trattasse di un qualche reato minore.
Dall’altro lato Nina è una ricca signora che non sembra nascondersi dietro al proprio senso di superiorità. L’instabilità psicologica e l’isteria sembrano dominarla, e questa finisce per sfogare tutta la propria rabbia sulla domestica.
Questa sembra essere una semplice, se pur drammatica, rappresentazione delle ingiustizie del capitalismo moderno, ma in realtà c’è molto di più. Millie e Nina in fondo non sono così diverse, entrambe vittime degli eventi.
Un plot twist continuo
Raccontare ciò che veramente colpisce guardando Una di famiglia senza fare alcuno spoiler risulta essere abbastanza complicato, proprio perché la bellezza del film sta nei suoi colpi di scena.
L’unico elemento che si mantiene stabile per tutto il tempo è una continua atmosfera di suspense: se, però, durante la prima parte l’elemento che crea questa tensione è Nina, poi si ha un capovolgimento totale.
Ciò si nota certamente anche da un punto di vista tematico: all’inizio, Una di famiglia sembrerebbe un film incentrato su quello che potremmo definire un rapporto servo-padrone, quando invece qui si parla di tutt’altro.
La verità si mantiene celata al pubblico, il quale identifica il problema in Nina, e, alla fine del film, questo sembra essere un interessante spunto di riflessione: troppo spesso si tende ad addossare le colpe di problemi di coppia o familiari sulla figura femminile, mentre una figura maschile all’apparenza amorevole viene bollata dalla società come perfetta, come un santo. E così anche in Una di famiglia si finisce per condannare subito Nina, senza pensare a cosa l’abbia resa così.
Una di famiglia non è certamente il tipico film da vedere nel periodo di Natale (in America l’uscita era stata inizialmente prevista proprio il 25 dicembre!), ma forse è anche questo che lo fa emergere, insieme a un clima di tensione.
Una di famiglia - the Housemaid
Sommario
Una di famiglia sorprende lo spettatore, attraendo magneticamente la sua attenzione e rendendo impossibile lasciare il film a metà.

Una di famiglia: due facce della stessa medaglia