Addio Fottuti Musi Verdi

Il salto dal web al cinema del gruppo di amici di The Jackal era atteso da tanto tempo e le aspettative per un film che rendesse giustizia alla loro bravura e verve comica, erano davvero alte. Con questa premessa ha debuttato alla Festa del Cinema di Roma il loro primo lungometraggio, Addio Fottuti Musi Verdi. Non più poche scene esilaranti condivise su YouTube o Facebook, ma 1 ora e 33 minuti in cui Ciro Priello ci accompagna in una avventura intergalattica tra parcheggiatori abusivi, alieni efficienti e domande sul futuro.

Staccandosi nettamente dal loro genere web, i The Jackal, per la regia di Francesco Ebbasta, creano una storia che ruota attorno al personaggio di Ciro, un grafico pubblicitario plurileaureato che è costretto a lavorare in una friggitoria cino-napoletana invece che fare il lavoro che gli spetta. La sua vita è insoddisfacente, gode di una finta indipendenza dove la mamma gli passa la parmigiana da una finestra all’altra, passa le serate a bere birra con l’inseparabile amico Fabio fissato con gli alieni e che gli continua ad offrire un lavoro nell’agenzia del padre che si occupa di foto e video per pre-diciottesimi al limite del trash e infine c’è Matilda, l’amica dell’università a cui non riesce a confessare il suo amore, nemmeno quando lei decide di trasferirsi a Londra in cerca di lavoro. Stanco di tutto questo, Ciro invia il suo curriculum in un concorso a premi dove era richiesto un messaggio da mandare nello spazio: ed è proprio nello spazio che il talento di Ciro viene apprezzato, quando un raggio conico luminoso lo preleva nella notte per un colloquio di lavoro inaspettato…

Addio Fottuti Musi Verdi – recensione del film dei The Jackal

Addio Fottuti Musi Verdi

Da giovani che si rivolgono principalmente ad un pubblico giovane, i The Jackal puntano sul tema del precariato, offrendo sicuramente uno spunto di riflessione ma cadendo anche nel banale e prevedibile. Ma il problema principale di Addio Fottuti Musi Verdi è che i momenti veramente divertenti si possono contare su una mano: non perché sia stata scelta una strada più drammatica, anzi, ma perché Ciro e compagni tra smorfie, facce buffe in camera e battute piatte non fanno ridere, al massimo sorridere.

Punto forte per loro rimangono le apparizioni a sorpresa, come è anche successo più volte nei loro video: da Salvatore Esposito di Gomorra a Gigi D’Alessio, che ha lasciato davvero carta bianca ai The Jackal e che lo hanno reso protagonista di una delle scene più belle del film. Ciro Priello ha senza dubbio la faccia giusta per il grande schermo, esagerando forse un po’ troppo con le smorfie e cambi di voce, ma che sono ormai parte integrante del suo personaggio.

Ma è Fabio Balsamo che eccelle nel suo ruolo di spalla, dimostrandoci tutto il merito di quella Laurea con 110 e lode in Arte Drammatica. Passa in secondo piano la Matilde di Beatrice Arnera mentre Roberto Zibetti, nel ruolo del “nemico”, sorprende e diverte nella sua interpretazione. Peccato per la quasi assenza di Simone Ruzzo, relegato a pochi instanti nel ruolo della super star da blockbuster americano, ma nei quali si fa comunque notare.

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Probabilmente il pubblico molto giovane apprezzerà il loro lavoro e le diverse citazioni sci-fi, di cultura pop e i vecchi personaggi che fanno capolino in alcune scene, ma Addio Fottuti Musi Verdi non lascerà molto il segno, come invece si era sperato.

Non è facile il passaggio dal web al cinema ed è noto a tutti come altri prima di loro ci abbiano provato e fallito. Ed è forse questo il problema dei The Jackal che ci hanno proposto un ottimo pacchetto visivo curato da Francesco Ebbasta, in cui però c’è poca originalità (l’originalità che ha reso il loro successo) e dove tutto sembra estremamente frenato nella comicità, quasi a non voler esagerare e sbagliare.