cena con delitto recensione

In Cena con Delitto – Knives Out, Rian Johnson gioca a carte scoperte, almeno per quanto riguarda le intenzioni, con i suoi spettatori, offrendo chiaramente un modello narrativo tradizionale, quello del giallo deduttivo (whodunit) farcito però dal suo gusto personale e dalla sua spinta rivoluzionaria, che applica tanto alle leggende del cinema, come la saga di Star Wars, tanto alla commedia, che al genere in questione. Così facendo, il regista depone ai piedi dello spettatore una formula classica, arricchita da un occhio attento sulla società e dallo spirito del narratore divertito.

Cena con Delitto, la trama

In Cena con Delitto, Johnson riunisce una famiglia americana molto ricca in una casa vittoriana che sembra “un tabellone del Cluedo” (cit.). In questa grande villa, il patriarca della famiglia, neanche a farlo apposta uno scrittore di romanzi gialli, festeggia il suo compleanno in compagnia della famiglia, dei nipoti, della sua infermiera, della cameriera, un microcosmo di personaggi bizzarri che gli gravita intorno. Vuoi per affetto, vuoi per interesse, ognuno ha un motivo per stare accanto al vecchio e facoltoso scrittore, assecondandone le stranezze e i crucci. Alla fine della festa, però, il vecchio troverà la sua morte e, dalla scoperta del cadavere comincia la nostra storia. Chi è l’assassino?

Il giallo è servito. Rian Johnson, che scrive anche la sceneggiatura, realizza un omaggio divertente e divertito al genere, inserendo nella storia una riflessione molto personale sulla società contemporanea americana e allo stesso tempo rispettando tutti i canoni del genere. Il nucleo familiare verrà infatti arricchito da una coppia di agenti di polizia e da un investigatore privato, infallibile e bizzarro, un Hercule Poirot dei giorni nostri. Esattamente, perché se in genere questo tipo di racconti sono ambientati tra “arsenico e vecchi merletti”, il regista di Looper sposta il racconto nella contemporaneità. E fa di più.

Cena con delitto infrange le regole del giallo

trailerLa grande Agatha Christie, che ha canonizzato il genere, era solita ambientare i suoi delitti in spazi circoscritti, in luoghi in cui i sospettati non potevano scappare né dall’assassino né gli uni dagli altri, per cui che sia Assassinio sull’Orient Express, Omicidio sul Nilo o Dieci Piccoli Indiani, i personaggi coinvolti finivano sempre per fare i conti prima con le loro brutture e poi con gli eventi più o meno efferati messi in scena.

Rian Johnson elimina completamente l’autoriflessione dai suoi personaggi, e fa di loro un perfetto spaccato dell’americanità oggi, tra trumpisti ottusi e sostenitori della libertà, tutti si schierano in maniera compatta contro lo straniero, rappresentato da quell’infermiera sudamericana che tutti dicono di considerare parte della famiglia, ma che nessuno si premura di conoscere davvero, tanto che non si sa esattamente da dove venga la ragazza (Paraguay, Venezuela, Colombia, non sono tutte uguali agli occhi degli americani? Un po’ come gli “africani” per gli italiani).

Questa caratteristica trasforma tutti i protagonisti, o meglio, i sospettati di Cena con Delitto in figurine meschine, che non mettono mai una volta in discussione il loro diritto di nascita, la loro appartenenza a quella casa e a quella ricchezza, come se il diritto fosse stato affidato loro da un potere superiore.

Un cast in stato di grazia

Cena con Delitto

Alla destrutturazione e appiattimento dei protagonisti, Johnson accosta anche l’apertura degli scenari. Non ci troviamo sempre chiusi dentro ad una casa, ma il regista ci concede diversi ambienti, persino un inseguimento in auto, tutto per dare il più ampio respiro possibile ad un cast in stato di grazia.

Non solo il regista mette tutti i suoi attori in condizioni di interpretare personaggi accuratamente caratterizzati, ma spinge tutti, o quasi, fuori dalla confort zone che li rappresenta. Michael Shannon diventa un uomo senza carisma e fisicamente menomato, Chris Evans un vero e proprio “son of a bitch”, Jamie Lee Curtis è una donna controllata e padrona della situazione, Ana de Armas, ragazza spaventata da una famiglia di avvoltoi, Daniel Craig quasi buffo e tenero nei panni dell’infallibile investigatore.

Cena con Delitto – Knives Out è un delizioso omaggio al giallo, una personale, attenta e acuta riflessione sulla società contemporanea, una galleria di personaggi memorabili, un gioco che chiede di essere giocato fino alla fine, anche se hai scoperto il trucco.