ben is back

Il cinema per adolescenti (e post adolescenti) che denunciava l’assenza dei genitori come prima causa del loro malessere sociale sembra aver spostato, negli ultimi anni, il punto di vista del problema. Siamo stati abituati a credere che dietro la generazione di Spring Breakers e Bling Ring ci fossero famiglie troppo distratte, impegnate a fare altro mentre i loro figli cercavano la felicità in esperienze estreme al limite della criminalità; o che i ragazzi di Sixteen Candles e Breakfast Club siano stati dimenticati quando ricorrevano i loro compleanni e tentavano il suicidio per negligenza. 

Oggi non si può dire che in certi angoli del paese la situazione sia cambiata: tantissimi ragazzi allo sbando trovano rifugio nell’alcool e nella droga (con quest’ultima che è la prima causa di morte) ma alcuni di questi non scelgono cattive strade per “ribellione” o perché spinti dalla voglia di essere notati. Semplicemente le cose accadono, la dipendenza arriva quando meno te lo aspetti e non c’è niente che i genitori possano fare per riportarli casa.

Ben Burns, uno dei due protagonisti di Ben is Back, è un diciannovenne tossicodipendente che a casa ci torna ma contro la volontà della sua comunità di recupero. Si presenta la vigilia di Natale, senza preavviso, sconvolgendo l’equilibrio domestico e lo stato d’animo della madre Holly, terrorizzata all’idea di una possibile ricaduta e felice di riaverlo accanto. Bugie e imprevisti però fanno parte della vita di un addicted, e in una notte succederà di tutto.

Sincero ed emozionante, il film di Peter Hedges restituisce profondità al rapporto genitore-figlio in una situazione di dipendenza, senza ricorrere a stratagemmi fastidiosi come fa Beautiful Boy affrontando la stessa tematica, e soprattutto privo di quell’esasperante ripetitività che allontanava il lavoro di Felix Van Groeningen dal pubblico. Ben is Back riduce il distacco, ed è molto più credibile di quanto possa sembrare.

C’è un bisogno sempre più urgente di assumere un altro sguardo sul tema e sulle contraddizioni generazionali che hanno segnato gli ultimi trent’anni americani, scuotere le radici per comprendere meglio noi stessi e chi ci sta vicino, e nel suo piccolo Hedges ci riesce. Affermando che, contro ogni pessimismo sociale, la famiglia può ancora essere decisiva.

Ben is Back, il trailer