Benvenuti al Sud

Remake del fortunatissimo film francese Giù al Nord, Benvenuti al Sud ne ripercorre tutte le tappe narrative, ovviamente adattando gli stereotipi e le modifiche del caso, in modo da adattare la storia a quello che è il nostro conflitto nazionale tra nord e sud.

In Benvenuti al Sud Alberto è il direttore di un ufficio postale nella periferia di Milano, il suo sogno è quello di essere trasferito all’ombra del Duomo con la sua famiglia, moglie e figlio. Per ottenere il trasferimento Alberto si finge disabile, e scoperto, viene peggio che licenziato, trasferito al Sud in un paesino vicino Salerno. Terrorizzato dall’affrontare la delinquenza la spazzatura e la grettezza (nel suo modo di vedere) degli abitanti, Alberto parte solo e sconsolato per il Sud, senza sapere che una volta arrivato, troverà ad aspettarlo ben altro che camorra e immondizia.

Benvenuti al Sud, il film

Benvenuti al Sud

Rispetto all’originale però, dove le differenze maggiori tra il protagonista e gli abitanti del nord della Francia erano rintracciate nel dialetto, qui lo spettro si amplia e Alberto, interpretato da Claudio Bisio, si troverà ad avere a che fare con impiegati scansafatiche e irrispettosi, ma dal cuore d’oro, incomprensibili, ma generosi, e finirà per amare questa terra tanto paventata. I pregi di questa piccola commedia sono decisamente numerosi, a partire dalla delicatezza del tema che viene trattato, per scelta dello sceneggiatore Massimo Gaudioso, con un approccio a tratti edulcorato e a tratti invece pesantemente stereotipato, come il caldo africano al sud o la nebbia persistente al nord.

Tuttavia la commedia risulta piacevole, forse troppo lunga ma a suo modo elegante con una struttura narrativa accettabile e soprattutto senza alcuna volgarità che tanto facilmente straripa dai film comici che siamo abituati a vedere in sala. Accanto a Claudio Bisio nei panni di Alberto, Alessandro Siani interpreta Mattia, giovane postino con ‘il complesso di Edipo’ innamorato della procace ma generosa Maria interpretata da una convincente Valentina Lodovini, soprattutto per l’uso discreto e cadenzato di un accento, quello napoletano, che facilmente si storpia e che lei non conosce per natura (essendo toscana) ma per cultura. Nei panni della spalla Siani si conferma un bravo attore di commedia, sempre pronto a pescare espressioni e battute dal suo repertorio teatrale, come ogni cabarettista che si rispetti, e con la faccia da bravo ragazzo per suscitare simpatia nel pubblico che sta dimostrando di apprezzarlo anche oltre il territorio partenopeo.

Oltre alla sempre straordinaria Angela Finocchiaro nei panni di Silvia (moglie di Alberto/Bisio) il film si popola di una serie di caratteristi ben noti al cinema italiano: da Nando Paone, già visto in diversi film come ottimo caratterista al fianco di Vincenzo Salemme, e Giacomo Rizzo, affacciatosi al cinema addirittura con Sergio Citti e Pier Paolo Pasolini, e visto più di recente nella parte del protagonista ne L’Amico di Famiglia di Sorrentino.

Benvenuti al Sud è una sorta di commedia sociale che si lascia guardare, senza avere uno scopo sociologico ma con un sottile messaggio di invito all’apertura e alla curiosità verso chi ci sembra diverso ma in realtà non lo è poi tanto. Tuttavia il film pecca un po’ nella sceneggiatura a tratti troppo affrettata nel dispiegare le dinamiche dell’incontro tra le due realtà messe a confronto, ma è accompagnato da una colonna sonora discreta e interessante che riprende le sonorità tradizionali del Cilento.