Bruised recensione

Halle Berry è regista e protagonista di Bruised – Lottare per vivere, film distribuito da Netflix. Una pellicola toccante, che racconta la difficile storia di una ex lottatrice MMA che vuole ritornare a combattere: non solo sul ring, ma anche con i tormenti del proprio passato.

 
 

La storia di Jackie, protagonista di Bruised

Jackie ”Justice” (Halle Berry) era una pugile in ascesa verso il successo. Un solo incontro perso è bastato a renderla una barzelletta e ad abbandonare il ring. Ora vive un’esistenza infelice, tra alcool e rabbia repressa.

In una stessa notte però, si presentano due occasioni di riscatto per Jackie. Mentre prende parte ad una lotta clandestina, viene notata da Immacolate (Shamier Anderson), un manager importante che le propone di tornare a gareggiare in MMA. In aggiunta, ricompare nella vita della protagonista Manny, il figlio che aveva abbandonato anni prima: il padre del bambino è morto e Jackie è l’unica che può occuparsi di lui. Mossa da un’improvviso istinto materno, la donna decide di rimettersi in carreggiata: vuole tornare a competere ad alti livelli paradossalmente per permettere al figlio un’esistenza più dignitosa. A fianco dell’allenatrice Buddhakan (Sheila Atim), Jackie si allena per affrontare la campionessa mondiale Lady Killer. La preparazione atletica mette a nudo l’atleta, sia come sportiva che come donna.

Bruised è un film graffiante

Bruised è il titolo perfetto per un film come questo. La semplice traduzione del termine indica già gli aggettivi giusti per descrivere la pellicola e la sua protagonista: ferita, livida, ammaccata. Jackie prende colpi continuamente: il compagno violento, gli insulti della madre, la gente che la addita. E come sul ring, anche nella vita Justice incassa e risponde, riattacca. Non senza ridursi allo stremo delle forze, fino a restare schiacciata e senza fiato. Per molti aspetti, lottare sul campo è quasi un modo catartico per espiare le sofferenze e i sensi di colpa della vita fuori dalla palestra.

Bruised film 2021Non è sicuramente un tema originale: i film sugli sportivi in generale e quelli legati al mondo del pugilato mettono spesso in scena la metafora dello sport come strumento liberatorio per personaggi complessi. D’altro canto però, è apprezzabile la mole di temi difficili discussi nel film: le violenze, gli abusi, la malavita, l’alcolismo.

Bruised e i film cult sul pugilato

In Bruised – Lottare per vivere ci sono molti elementi visti e rivisti in altri cult movie sui pugili: si veda Toro Scatenato o ancora di più Million Dollar Baby. Personaggi scorbutici, quartieri difficili, animi troppo sensibili per il contesto. In qualche modo però, il film riesce ad essere avvincente e a farsi apprezzare, creando un buon equilibrio tra momenti toccanti e scene d’azione violente.

I volti taglienti: una marcia in più

I personaggi di Bruised sono molto appariscenti. La scelta di inserire fisici e volti non perfetti o troppo canonizzati, è ottima, considerando l’ambientazione e la trama del film. Lineamenti duri, come quelli della protagonista Halle Berry o della attrice Sheila Atim danno una specifica connotazione al film.

In tutto questo mondo, spietato già per gli adulti, viene piombato un bambino di soli sei anni che ha appena subito un lutto. La morbidezza e purezza dei lineamenti di Manny, assieme al suo mutismo post-traumatico stridono con i lividi, i tatuaggi e il linguaggio gridato degli altri personaggi. La scelta funziona: tutti, dai protagonisti allo spettatore, si affezionano al bambino.

In Bruised vince il dramma o l’azione?

Cosa aspettarsi quindi da Bruised – Lottare per vivere? Sicuramente ottime scene di pugni, calci e sangue – si pensi solo che Lady Killer è interpretata dalla lottatrice russa Valentina Ševčenko. Non mancano però le lacrime e i momenti drammatici. A condire, un mix di frasi motivazionali non troppo innovative e alcuni dialoghi profondamente toccanti.

Non è ben chiaro cosa la regista voglia offrire al pubblico: un film avvincente o commovente? Bruised è entrambe le cose, rimane nel limbo senza sfondare nessuno dei due fronti, action e drama, ma toccandoli per la sua intera durata. E fino al finale rimane il dubbio: Jackie vuole fare la mamma o la pugile? Quale anima vincerà?