Cani Sciolti

I buoni che in realtà sono cattivi, i cattivi pieni di bontà, i militari corrotti, i cartelli della droga messicana e un’agente di polizia bella come se ne vedono solo al cinema. E poi elicotteri, macchinoni, pistole fucili e bombe a mano. C’è tutto in Cani Sciolti, questo film d’azione con Mark Wahlberg e (poteva forse mancare?) Denzel Washington.

 

In Cani Sciolti Bobby Trench, un agente della DEA (l’agenzia antidroga americana) e il soldato della marina statunitense Marcus Stigman lavorano, ognuno per i propri superiori e senza conoscere l’identità uno dell’altro, per debellare il cartello messicano della droga di Papi Greco, uno spietato narcotrafficante. Certo utilizzano metodi poco ortodossi, e sicuramente nella parte dei “cattivi ragazzi” ci sguazzano bene, ma alla fine dei conti sono dei buoni, tanto da farsi fregare completamente dai cattivi. In Cani Sciolti i due decidono in accordo con polizia e marina, di svaligiare una banca nella quale i boss della droga messicani tengono i loro soldi sporchi per poter in questo modo iniziare un indagine sui clienti della Tres Cruces. Ma qualcosa va storto, anzi, va fin troppo dritto! I 3 milioni di dollari che si aspettavano di trovare sono in realtà 43, la polizia, con cui Bobby era d’accordo, non si presenta all’appuntamento e i due riescono a fuggire con il malloppo senza intoppi.

Cani Sciolti

Ma si scoprirà presto che il bottino non appartiene assolutamente a Papi Greco, e i piedi che hanno pestato con l’operazione sono ben più altolocati e feroci. Da qui partono fughe rocambolesche, si sprecano pallottole e bombe, si susseguono stalli alla messicana senza nessun messicano. Inizia lo spionaggio e il controspionaggio. I due protagonisti, che una volta scoperti i rispettivi ruoli pensavano di essere uno la preda dell’altro, si trovano a dover collaborare per salvarsi la pelle, perché ormai è chiaro che sono stati incastrati anche se non sappiamo bene il perché di tanta rabbia da parte dei “capi” nei confronti dei due agenti. In questa situazione di crisi c’è chi da cattivo diventa cattivissimo, chi si pente della trappola tesa ai due e si redime, anche se troppo tardi, lasciando indizi cifrati.

Cani Sciolti potrebbe essere un film come tanti che affollano le sale in autunno, ma questa prima opera americana di Baltasar Kormákur, scritta da Blake Masters ha qualcosa in più. E non solo per la provenienza originale del soggetto (tratto dai fumetti di Steven Grant) ma anche per un certo modo di concepire la storia. Certo, l’azione e i muscoli devono fare da protagonisti, altrimenti che ci sono venuto a fare a vedere un film con Denzel Washington, ma il ritmo e l’ironia dei dialoghi e l’assoluta mancanza di quel buonismo tipicamente americano, di quelle figure di eroi senza macchia né paura, ne fanno una pellicola godibile anche ai meno appassionati di bazooka e fuoristrada.