Cinquanta sfumature di grigio

Arriva finalmente in sala, in tempo per San Valentino, Cinquanta sfumature di grigio, il film evento che ha fatto registrare record di prevendite e che è già campione di incassi più della prima proiezione aperta al pubblico. Cinquanta sfumature di grigio, come il libro best seller da cui la storia è tratta, racconta di Anastasia Steele, una studentessa prossima alla laurea in letteratura che incontra Christian Grey, affascinante e giovane magnate, proprietario di una multinazionale, uomo di successo, ricco e scapolo, ma introverso e misterioso. Trai due scocca la scintilla, ma Anastasia non ci metterà molto a capire che il suo Christian è un uomo tutt’altro che comune, così come i suoi gusti in camera da letto.

 

Sesso violento, genitali in mostra e pratiche sessuali assolutamente scabrose non sono certamente protagoniste di un film che, costruito su una straordinaria campagna marketing, sembra promettere molto più di quello che in effetti mostra. Senza assecondare la pruriginosa curiosità di chi si accinge maliziosamente a guardare per esaudire il voyeurismo insito in ogni essere umano, il film disattende le speranze, chiarendo una volta per tutte che, per determinate esigenze, esiste il porno, prodotto sicuramente più onesto. L’intento del film però è anche quello di raccontare una storia d’amore molto classica tra una giovane donna perdutamente innamorata e un uomo che non vuole legami. Una dinamica da cliché arricchita dagli appetiti sessuali da dominatore del protagonista e da un passato di abusi che probabilmente causa le particolari esigenze.

Cinquanta sfumature di grigio, il film

cinquanta sfumature di grigio

Cinquanta sfumature di grigio è un prodotto modesto per contenuti, assolutamente sopravvalutato per capacità di mostrare la violenza e la nudità del sesso, ma dignitoso nella messa in scena e nel racconto cinematografico, ad opera di Sam Taylor Johnson. Il problema del film è, da non sottovalutare, una sceneggiatura carica di luoghi comuni, assolutamente votata alla noia estrema e a tratti involontariamente ridicola. I due protagonisti, Dakota Johnson e Jamie Dornan, rappresentano al meglio i due stereotipi del caso, incontrando, anche loro, tutti i limiti di una scrittura povera e banale. E così lei, pur molto carina ed espressiva, passa tutto il tempo a mordicchiarsi artificiosamente il labbro, mettendo su l’espressione da teenager innamorata, mentre lui con il suo migliore sguardo da duro senza cuore, diventa quasi una maschera carnevalesca nei pochi momenti in cui il suo Christian si lascia andare ad un sorriso.

Sicuramente sostenuto dalla frotta di fan accanite dei libri, Cinquanta sfumature di grigio sarà sicuramente un successo al botteghino, un film che pur avendo una sua confezione cinematograficamente dignitosa, manca di anima, di passione e di seduzione, ovvero di tutti gli elementi che avrebbero potuto costituire una storia torbida e conturbante.