Creed II film

La storia di Rocky ci ha insegnato che se sei lo sfidante, quello che arriva dal basso, quello che ha tutto da perdere, sei paradossalmente favorito: hai più fame, hai più voglia di vincere, il tuo trionfo è più grandioso. E questo che accade anche in Creed II, dove lo sfidante vince, sempre.

Dopo il grande successo di Creed – Nato per combattere, che ha raccolto un vasto consenso di pubblico e una nomination all’Oscar per Stallone nel ruolo di un Rocky malato di cancro, il sequel della battaglia sportiva di Adonis Creed non si fa attendere e la sfida, questa volta, assume le fattezze di Viktor Drago. Proprio così, dopo quelli di Balboa e Creed, torna a risuonare sul grande schermo un altro nome che gli appassionati della saga cinematografica dello “stallone italiano” conoscono bene.

Come in Rocky IV, sarà di nuovo Creed contro Drago, con Balboa all’angolo e una storia tutta da scrivere. Perché a differenza di quello che si può immaginare, Creed II non si limita ad essere un sequel per il primo film con Michael B. Jordan, ma è anche un perfetto sequel per il quarto episodio della serie originale, un completamento della saga di Apollo, in cui suo figlio costruisce la sua personale eredità.

Tornano il poderoso Jordan e l’inossidabile Stallone, ma torna anche Tessa Thompson, nei panni della donna di Adonis: lunghi dall’essere solo la figura femminile accanto al protagonista, Bianca è la casa di Donnie, la sua compagna, il suo team, il motivo per cui decide di combattere e per cui lotta e vince. Perché in Creed II l’affermazione personale, la vendetta, il sangue dell’avversario, tutto passa attraverso il cuore e l’emozione, e dal cuore, dall’amore e della famiglia, viene sopraffatto.

Torna, da un passato diverso e lontano, Ivan Drago (Dolph Lundgren), e al suo fianco c’è Viktor (interpretato dal tedesco Florian Munteanu), suo figlio, la sua eredità, la sua possibilità di riscatto. “Cresciuto nell’odio” dicono di lui e davvero Viktor sembra un fascio di muscoli e cattiveria, pronto a restituire al nome Drago il prestigio che la sconfitta del padre gli aveva tolto tanti anni prima.

Lo stesso Ivan Drago è lontano dalla rappresentazione bionica di Rocky IV e si dimostra un uomo ferito e abbandonato da tutti, che desidera la vendetta, che vede una possibilità per ottenerla nel figlio, ma che ha anche un cuore, un limite. Non è più solo quello che “spiezza in due” l’avversario, ma quello che spinge il figlio a fare meglio, a dare il massimo e a capire, da padre e da allenatore, qual è il merito e il massimo del suo atleta/figlio.

In mezzo ai due giovani affamati di affermazione, Rocky si erge come figura paterna, sì, ma anche come avversario e come uomo alle prese con i fantasmi del suo passato, con un dolore e una ferita, nel cuore della sua famiglia, che sembra non riuscire a ricucire. Si tratta probabilmente dell’addio al personaggio per Stallone, questa volta definitivo perché il testimone è stato consegnato al suo successore, al suo futuro ideale e reale.

Creed II è un film popolare dal grande cuore, una storia universale e solida, un racconto eroico che mette i personaggi di fronte alle loro debolezze, ai loro limiti, e li spinge a superarli, siano essi limiti fisici, mentali o affettivi. Soprattutto li spinge a capire per cosa si combatte e si trova, sempre, la forza di rialzarsi una volta al tappeto, sul ring, come nella vita.

Creed II è una storia di lascito, di eredità, di passaggi di testimone, di padri che incontrano figli, di figli che si riconoscono nei padri, soprattutto una storia di riconciliazione.

Creed II, il trailer