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Venezia 75: Doubles Vies, recensione del film con Guillaume Canet e Juliette Binoche

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Doubles Vies

Il terzo giorno di festival in laguna finalmente si respira un’aria diversa. Mentre fuori la pioggia continua a cadere, in sala, grazie a Olivier Assayas, l’atmosfera si fa più leggera e frizzante. E’ stato presentato in concorso a Venezia 75 l’ultimo film del regista francese dal titolo Doubles Vies con l’eccezionale coppia Guillaume Canet e Juliette Binoche.

Alain (Guillaume Canet) è un editore parigino di successo che fa fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale che sta investendo il mondo della comunicazione e dell’editoria. Mentre cerca di capire come muoversi all’interno di questo territorio per lui ancora inesplorato, continua il suo lavoro, leggendo e selezionando nuovi manoscritti da pubblicare. Tra questi c’è il nuovo romanzo di Leonard (Vincent Macaigne), suo autore e amico da lungo tempo, libro che Alain non è però intenzionato a mandare in stampa. Il lavoro di Leonard è vecchio e stantio eppure Selena (Juliette Binoche), moglie di Alain e attrice di successo, sembra aver preso molto a cuore il progetto…

Doubles Vies Juliette Binoche

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Dopo ben otto anni di assenza dal suo ultimo Apres Mai ( titolo italiano Qualcosa Nell’Aria), il regista Olivier Assayas torna al festival di Venezia presentando un film dallo stile completamente diverso. Doubles Vies è infatti una commedia brillante, genere quasi del tutto estraneo alla cinematografia di Assayas. Partendo dal mondo dell’editoria, il regista fa una riflessione assai arguta ma non priva di humor e di una buona dose di sarcasmo, sulla tecnologia e su come quest’ultima abbia contribuito negli ultimi anni a trasformare i canali di comunicazione. Dai libri agli ebook, dalle lettere a Whatsapp, ormai ognuno di noi sembra non poter fare a meno di smartphone, computer e tablet per comunicare. Ma se la tecnologia ha reso le interazioni più efficienti e veloci, come mai i protagonisti di Double Vies sembrano fare così tanta fatica a interagire tra loro?

Alle riflessioni di Assayas sulla cultura contemporanea che cambia con l’evolversi della società, si aggiungono anche i problemi di comunicazione delle coppie. Abbiamo infatti un matrimonio in crisi – quello di Alain e Selena – e un rapporto disfunzionale e assai bizzarro anche tra Leonard e la sua compagna Valerie (Nora Hamzawi), molto più preoccupata del suo lavoro che del suo rapporto di coppia. Ma se il regista è molto abile nel costruire scene con i suoi protagonisti che dialogano sul rapporto odierno tra forma e contenuto, risulta meno convincente quando tratta l’argomento sentimentale.

Doubles Vies Venezia 75

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Dopo un inizio un po’ lento Doubles Vies – che in Italia uscirà in sala con il titolo di Non-Fiction – prende pian piano il suo ritmo, mostrando allo spettatore una struttura narrativa abbastanza schematica e ripetitiva. Assayas ricicla quasi in maniera ossessiva sempre gli stessi concetti rendendo il film divertente ma soprattutto ridondante. Tutti i personaggi di Doubles Vies sono sempre pronti a sciorinare pensieri più o meno acuti sui problemi comunicativi della società contemporanea ma molto meno inclini ad affrontare i loro di problemi. Non c’è alcun tipo di introspezione e il film, pur riuscendo a strappare non poche risate allo spettatore, risulta facilmente dimenticabile.