Dragged Across Concrete: recensione del film – Venezia 75

592
Dragged Across Concrete

A distanza di un anno dal suo Cell Block 99 – Nessun Può Fermarmi, presentato a Venezia 74, il regista Craig Zahler fa il suo ritorno in laguna con una nuova e controversa opera, il film Dragged Across Concrete, fuori concorso alla 75esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Dopo una retata in casa di un malvivente, i poliziotti Brett Ridgeman (Mel Gibson) e Anthony ‘Tony’ Lusaretti (Vince Vaughn) vengono accusati di aver usato troppa violenza e sospesi senza paga dal servizio attivo. In attesa di tornare operativo, Ridgeman decide di trovare una maniera alternativa per fare in fretta un po’ di soldi da mettere da parte; con una moglie affetta da sclerosi multipla e una figlia adolescente da crescere, la sospensione dello stipendio potrebbe avere gravi conseguenze su tutta la sua famiglia. Decide così di darsi alla criminalità coinvolgendo il suo partner Tony in un colpo a dir poco rischioso…

La scorsa edizione il film Cell Block 99 di Craig Zahler era stato accolto con entusiasmo dai cultori del genere a Venezia nonostante in molti si fossero lamentati dell’eccessiva violenza che accompagnava l’intera pellicola. Ebbene, il regista prova a fare il bis di consensi presentando quest’anno Dragged Across Concrete, un film poliziesco assai complesso e che porta la sua inconfondibile firma. Zahler ingaggia la stessa squadra di sempre, aggiungendo stavolta a Vince Vaughn, Don Johnson e Jennifer Carpenter anche il mitico Mel Gibson, per raccontare una storia di violenza e corruzione, di disperazione e redenzione.

Dragged Across Concrete

leggi anche: Venezia 75: La Quietud, recensione del film di Pablo Trapero

Grazie all’incredibile coppia Gibson/Vaughn, il regista imbastisce quello che potremmo definire un classico film poliziesco anni ottanta. Ai tempi eccessivamente dilatati del film, Zahler associa lunghe e claustrofobiche sequenze girate in scuri e angusti appartamenti o sui sedili anteriori delle auto. La monumentale sceneggiatura, inoltre, è la fiera del politicamente scorretto; ci sono commenti razzisti, omofobi e filo fascisti resi sopportabili unicamente da quell’ironia così sottile ma diretta in grado di trasformare quei brevi scambi di battute tra i protagonisti in vere e proprie citazioni cinematografiche. “Scrivo i miei testi seguendo i miei gusti personali e non per ingraziarmi il pubblico”; Zahler non cerca consensi edulcorando le sue storie, i suoi personaggi sono diretti e offensivi, a volte completamente senza filtro, cattivi e un tantino sadici e alla fine riescono a sfondare il muro della critica.

Dragged Across Concrete non è solo un semplice film poliziesco dove il bene che combatte il male alla fine cede al lato oscuro. Si parla di vari tipi di umanità e di come il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato spesso si confonda. Abbiamo un detective indurito dagli anni di servizio in strada (Mel Gibson) che cede sotto il peso delle responsabilità; il suo collega (Vince Vaughn), un uomo con una forte fibra morale che rinuncia a tutto pur di aiutare il suo amico; un ex galeotto (Tory Kittles) con una famiglia disastrata a carico in cerca di una seconda possibilità; una mamma (Laurie Holden), una volta liberale, che si abbandona a pensieri razzisti esasperata dalla criminalità di quartiere.

Dragged Across Concrete

leggi anche: Venezia 75: Doubles Vies, recensione del film con Guillaume Canet e Juliette Binoche

L’ultima fatica cinematografica di Craig Zahler è quindi un’opera decisamente complessa, piena di spunti di riflessione e di verità scomode, un film che andrebbe somministrato a piccole dosi. Ovviamente, in una pellicola così complessa non mancano di certo gli aspetti negativi. A causa delle scelte estetiche del regista – come quella ad esempio di inserire nella narrazione personaggi transitori e non funzionali alla trama -, i tempi della storia si dilatano a tal punto da appesantire il film che potrebbe esasperare lo spettatore meno paziente. Pur essendo un poliziesco, infatti, l’azione vera inizia solo a metà film e anche in quel caso la risoluzione dei conflitti finali non è per nulla sbrigativa. Anche le scene d’azione vera e propria, come rapine e sparatorie, sono violente e rumorose quanto brevi e fulminee.

Dragged Across Concrete è un film eccessivo in ogni sua parte, complicato, di non facile lettura e che darà del filo da torcere agli spettatori; tuttavia, se il pubblico avrà la pazienza necessaria per arrivare a leggere i titoli di coda, scoprirà un interessante spaccato di umanità che difficilmente riuscirà a dimenticare.