Emancipation - Oltre la libertà
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A 9 mesi di distanza da quell’increscioso incidete durante la Notte degli Oscar che lo ha visto protagonista attivo, Will Smith rompe il suo silenzio e lo fa con Emancipation – Oltre la libertà, mettendo in primo piano non solo la sua arte prima di qualsiasi dichiarazione apologetica, ma anche confrontandosi con una storia fortissima, di ribellione, tenacia, forza d’animo e fame di libertà. Lo fa accompagnato da Antoine Fuqua che lo dirige e ne esalta viso e fisicità in un one man show straziante e catartico. 

 
 

Emancipation – Oltre la libertà, la grande fuga

Emancipation – Oltre la libertà racconta la storia incredibile di Peter (Will Smith), un uomo nato schiavo che fugge dalla schiavitù affidandosi al suo ingegno, alla sua fede incrollabile e all’amore profondo per la sua famiglia per tentare in tutti i modi di eludere i cacciatori a sangue freddo e sopravvivere alle spietate paludi della Louisiana alla ricerca della libertà. Il film si ispira alle foto della schiena di “Whipped Peter” (Peter il fustigato) delle immagini scattate alla schiena di uno schiavo liberato nel corso di una visita medica dell’esercito dell’Unione e pubblicate nel 1863 su Harper’s Weekly (la scena viene anche ricreata e mostrata nel film); in particolare, una delle immagini nota come “La schiena flagellata” (The Scourged Back), che mostra la schiena nuda di Peter completamente ricoperta da cicatrici, frutto di tutte le frustate ricevute dai suoi schiavisti, contribuì alla crescente opposizione pubblica alla schiavitù.

Come accennato, il film, in un bianco e nero densissimo, si affida completamente a Will Smith, quasi sempre unico attore in scena, che si fa strada tra cacciatori, bestie e natura ostile. Un animale braccato che cerca la libertà, oltre che la via per tornare dalla sua famiglia, dalla quale è stato separato perché “venduto altrove”. Fuqua si immerge con l’occhio della macchina da presa dentro alle selvagge paludi della Louisiana per mettersi allo stesso livello del suo protagonista, letteralmente, dal momento che lo sventurato Peter le tenterà davvero tutte per rimanere in vita, dalle apnee insidiose, alle arrampicate sugli alberi, fino agli agognati soccorsi dell’esercito dell’Unione che però gli fa imbracciare un fucile, cosa che il protagonista fa con riluttanza: il suo desiderio è quello di famiglia e libertà, appunto, non quello di vendetta, seppure umanamente parlando potrebbe averne desiderio. 

Un survival movie

Il racconto di fuga e ricerca di liberazione diventa quindi una lotta di sopravvivenza, un vero e proprio survival movie che ricorda tanto cinema precedente ma da cui non riesce a prendere il meglio, né l’eccellenza tecnica di Revenant – Redivivo, ad esempio, né lo spessore morale di 12 anni schiavo, con il quale condivide gran parte delle dinamiche e delle tematiche. 

E come Peter cerca di trascinarsi fuori dalle paludi, lontano dai cacciatori, verso la libertà, così anche Will Smith, forse casualmente con questo film, disponibile dal 9 dicembre su Apple TV+, cerca di scivolare lontano dalla bufera che lo ha travolto nel momento in cui la sua stella sarebbe dovuta brillare più di ogni altra sul tetto di Hollywood. 

La rinascita hollywoodiana di Smith?

Molta della pubblicità intorno di Emancipation – Oltre la libertà ruota infatti sulle dichiarazioni di Will Smith, relative al grande lavoro della crew e di Antoine Fuqua, e invece defilate per quello che riguarda la sua esperienza e la sua performance. La verità però è che più di ogni dichiarazione, di tentativo nobile di raccontare storie coraggiose e necessarie, di voltare pagina e di portare avanti un’idea di cinema, è il film stesso a parlare di sé, mostrandosi. E purtroppo quello che palesa è un racconto tiepido dal punto di vista emotivo e accanito dal punto di vista spirituale, una storia che si trascina proprio come il coraggioso Peter, verso una fine che dovrebbe essere trionfante ma è soltanto liberatoria, e non nel miglior senso possibile. 

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RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
emancipation-oltre-la-liberta-will-smithLa verità però è che più di ogni dichiarazione, di tentativo nobile di raccontare storie coraggiose e necessarie, di voltare pagina e di portare avanti un’idea di cinema, è il film stesso a parlare di sé, mostrandosi. E purtroppo quello che palesa è un racconto tiepido dal punto di vista emotivo e accanito dal punto di vista spirituale, una storia che si trascina proprio come il coraggioso Peter, verso una fine che dovrebbe essere trionfante ma è soltanto liberatoria, e non nel miglior senso possibile.