go home

Nasce da una riflessione estemporanea, da una scintilla, il fuoco che ha portato Luna Gualano a realizzare Go Home – A Casa Loro, lo zombie movie presentato ad Alice nella Città durante al tredicesima Festa del Cinema di Roma. La regista ha infatti spiegato che l’idea è partita mentre discuteva con il suo compagno, il produttore musicale Emiliano Rubbi (autore della sceneggiatura) dell’omicidio a Fermo del migrante nigeriano, ucciso in seguito ai suoi tentativi di difendere la sua compagna, insultata.

“Questa rabbia, questo odio sembra quasi il tema del contagio dei film di zombie, dovremmo fare un film su questo” avrebbe detto Rubbi, e così è nata la storia di Go Home: un’epidemia zombie si diffonde durante uno scontro tra estremisti di destra e i responsabili di un centro di accoglienza.

Il film, dal budget bassissimo (stimato intorno ai 35mila euro), è la traduzione di questa riflessione: la rabbia e l’odio, concetti universali, sembrano pervadere sempre più a fondo la nostra società, dalle istituzioni alla quotidianità, e questi sentimenti forti generano l’infezione e quindi l’epidemia. Il racconto è elementare e riesce con questa semplicità a mettere in evidenza due punti interessantissimi. Il primo riguarda appunto lo stimolo che ha generato il film intero, il concetto di rabbia come malattia che corrompe e deforma i corpi e le menti delle persone, che siano essi estremisti di destra, migranti o chi cerca semplicemente di aiutare.

go home poster
Il poster firmato da Zerocalcare.

A questa riflessione si collega direttamente un ritorno dell’horror e in particolare dello zombie movie alla metafora politica, intenzione confermata dallo stesso sceneggiatore che chiama in causa George Romero, che con il suo Zombi ha trasformato il genere in un atto d’accusa verso il capitalismo. Lo zombi, in quanto creatura fantastica, si presta benissimo a questo tipo di utilizzo, diventando di volta in volta metafora di tante cose, a seconda del la lettura che si dà alla creatura stessa.

Dopo tanto cinema e tante televisione che hanno riportato in auge lo zombie, proponendolo in termini più leggeri ed edulcorati rispetto a quelli “politici” che Romero aveva raccontato nel 1978, la Gualano sceglie di tornare all’origine. Il suo approccio è sicuramente schierato dalla parte di chi accoglie i migranti, tuttavia riesce a rimanere imparziale nella rappresentazione dell’odio e della rabbia, che serpeggiano da entrambi i lati della barricata. Nessuno è immune e nessuno viene risparmiato.

Go Home – A Casa Loro è una fotografia impietosa e senza speranza, scattata attraverso la lente del genere fantastico, che attribuisce di nuovo al genere il suo valore sociale e politico.

Il progetto ha incontrato da subito il sostegno di tanti personaggi pubblici che hanno partecipato alla produzione, da Piotta, il Muro del piantoTrain to Roots , fino al fumettista Zerocalcare, che ha disegnato il poster.