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La conclusione di un amore, anzi due. La nuova commedia romantica Sky OriginalLasciarsi un giorno a Roma, affronta la fase più amara di una relazione in modo tanto ironico quanto profondo. Il film di Edoardo Leo ha come protagoniste due coppie in crisi che parallelamente tentano di rimarginare le proprie storie. Riusciranno entrambe a superare la crisi?

 
 

Lasciarsi un giorno a Roma: la trama

Tommaso (Edoardo Leo) è uno scrittore: ha pronto un libro che non vuole essere pubblicato dall’editore per il finale troppo triste. Nel frattempo, scrive una posta del cuore su un magazine femminile in cui, spacciandosi per Gabriel Garcia Marquez, dà consigli amorosi a sconosciuti. Un giorno, tra le tante anonime e strampalate lettere, Tommaso trova una storia a lui famigliare: la sua compagna Zoe ha scritto alla rubrica di Marquez perché vuole lasciarlo, ma non sa come farlo in modo indolore. Lo scrittore, nascosto dietro l’identità del finto Marquez, inizia quindi a chattare con la compagna. In un tentativo disperato di rimarginare il rapporto con la compagna, fa di tutto, cambia se stesso pur di non perdere Zoe.

Contemporaneamente, anche una coppia di amici di Tommaso è in crisi: lei (Claudia Gerini) è il sindaco di Roma e, oberata dal lavoro, sta completamente trascurando la figlia e il marito (Stefano Fresi) vuole separarsi dalla ”fredda signora” che è diventata la moglie.

Coppie parallele e opposte

Lasciarsi un giorno a Roma segue le due storie, cogliendo all’interno delle coppie simmetrie ma anche sfumature e differenze. Da un lato, la donna in carriera, fredda e estremamente indipendente, vuole lasciare il compagno pacato, accomodante e, in fin dei conti, poco stimolante. Dall’altro, abbiamo una moglie nuovamente molto affermata sul lavoro – Claudia Gerini è il sindaco di Roma – che sta per essere lasciata dal marito: Fresi rivuole la vita tranquilla di coppia, resa impossibile dalla carriera di lei. Le dinamiche sono le stesse, ma gestite in modo completamente diverso dalle persone coinvolte.

Entrambe le coppie sono squilibrate: un partner vuole farla finita, l’altro no. I motivi sono credibilissimi e comprensibili al pubblico. Molti argomenti affrontati sono quelli in cui anche la maggior parte delle persone s’imbatte dopo anni vissuti accanto a qualcun altro, soprattutto nelle fasi di cambiamento.

Un film conflittuale

Amore contro carriera. Indipendenza contro condivisione. Ecco i temi che mettono in crisi i protagonisti di Lasciarsi un giorno a Roma. I motivi di scontro nelle coppie sono attualissimi e rappresentati realisticamente. Non è difficile immedesimarsi in Tommaso o Zoe, nei loro turbamenti e nei litigi che non portano mai ad una soluzione.

Le discussioni sono essenziali all’interno di Lasciarsi un giorno a Roma: sono ciò che dà emozione alle scene e carattere ai personaggi, mostrandone luci e ombre. Il film è un racconto intimo delle relazioni, che vuole mostrare di tutti i protagonisti, anche di quelli apparentemente più freddi, le debolezze, le insicurezze. In sostanza, tutti quei particolari che emergono solo nelle storie d’amore, soprattutto quelle lunghe e profonde.

L’intraprendenza femminile spaventa?

Marta Nieto è una manager di una azienda che realizza videogiochi. Claudia Gerini interpreta il sindaco di Roma. Accanto a entrambe ci sono due uomini meno affermati a livello lavorativo, ma soprattutto con caratteri molto più pacati. Lasciarsi un giorno a Roma mette da parte lo stereotipo, ormai antico, dell’uomo in giacca e cravatta accompagnato dalla moglie casalinga, ma ne crea uno nuovo. Perché una donna che lavora ‘ai piani alti’ deve per forza essere fredda e acida? Perché il suo partner dev’essere un ‘mammo’, un perdigiorno, un eterno ragazzino?

Nonostante la volontà di Leo di mostrare la nuova coppia di oggi, il film non va troppo oltre lo stereotipo dei personaggi costruiti.

C’è un vero finale in Lasciarsi un giorno a Roma?

Ad un certo punto della storia, ci si chiede dove il film voglia andare a parare. La trama alterna momenti abbastanza concitati a pause e dilatazioni non sempre necessarie. Certo, il film è riflessivo e non reggerebbe senza i fiumi di parole, le dichiarazioni e le frasi romantiche di cui è denso. Tutto questo parlare, per due ore di film, ostacola però l’azione e, indubbiamente, l’attenzione per lo spettatore.

In sostanza, Lasciarsi un giorno a Roma è la commedia che ci si aspetta di vedere nel 2021: un mix di romanticismo e umorismo, un po’ di esagerazione all’italiana e un tocco superficiale a temi sociali.