Porco Rosso recensione

Dopo il suo ultimo film al cinema Ponyo sulla scogliera, come sempre delicato e commovente, il maestro del cinema d’animazione giapponese Hayao Miyazaki torna al cinema con Porco Rosso (Kurenai no Buta) film datato 1992 che, finalmente doppiato in italiano, esce nelle sale del nostro Paese il 12 novembre.

Porco Rosso racconta la storia, ambientata negli anni ’30, di Porco Rosso, un aviatore, trasformato per magia in maiale, che combatte i pirati dell’aria sul mar Adriatico. Come ogni opera di Miyazaki che si rispetti anche Porco Rosso è attraversato da quella vena narrativa malinconica e dolce che ci ha fatto amare tutti i suoi capolavori. Anche in questo caso è presente l’elemento magico della trasformazione, che coincide per certi versi con il viaggio iniziatico della piccola protagonista Fio, geniale ingegnere di alianti.

Porco Rosso

Porco Rosso filmCostellato di numerosi personaggi, alcuni romantici, altri caricaturali, il film si lascia guardare, permettendo allo spettatore di immergersi in un ambiente magico, che per lo spettatore italiano sarà difficile identificare con il ‘nostro’ mar Adriatico, ma che considerando il punto di vista giapponese si colloca perfettamente nell’ottica di un luogo esotico nel quale si svolgono storie avventurose e remote. Punto di equilibrio del film è sicuramente un finale aperto che aggiunge fascino ad un’opera senza dubbio di valore, nata per gioco e sfociata in un bellissimo cartone animato per grandi e piccoli, come sempre succede quando ci troviamo davanti a Miyazaki.

Porco Rosso doppiato in italiano è stato presentato in anteprima italiana durante il Festival Internazionale del Film di Roma, all’interno di una retrospettiva dedicata al famoso studio Ghibli, casa di produzione che da anni permette a questi capolavori dell’animazione di vedere la luce, o meglio, il buio della sala.