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Cos’ha il Festival Internazionale del Film di Roma di tanto speciale? Per me non si tratta solo del Festival nella città del Cinema, non è solo una kermesse ambientata in un bellissimo complesso, quello dell’Auditorium di Renzo Piano, né tantomeno si riduce ad una sfilata di vip più o meno noti sul tappeto rosso (quest’anno bellissimo)della cavea.

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Quello che distingue Roma dagli altri Festival sono le sezioni in Concorso: oltre a quella ufficiale mi riferisco a L’altro cinema/Extra. Si tratta come ogni anno di una selezione di film documentari e particolari chicche che senza l’impegno di uno staff capitanato dall’energico Mario Sesti non potremmo mai vedere in nessun’altra occasione. Quest’anno in particolare il programma ha offerto speciali omaggi alla musica e all’eros, oltre ad una selezione di cortometraggi, alcuni che hanno fatto storcere più di un naso, altri invece davvero notevoli, tra cui quello dedicato ad Apollo e Dafne, delicato ed originale.

altIl cuore di questa selezione è stato senza dubbio la proiezione del documentario The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town, dedicato come si capisce dal titolo alla nascita e alla lavorazione del quarto album di Bruce Springsteen, che è intervenuto al Festival facendo accorrere all’Auditorium moltissimi fan e curiosi, costituendo senza dubbio alcuno l’evento di maggior richiamo di tutta la manifestazione. Oltre a Springsteen, anche Lillian Roxon, protagonista di un documentario sulla sua vita e sulla nascita del rock vero, quello che la giornalista ha contribuito a rendere noto con i suoi scritti.

Ma anche spazio all’eros, come anticipato, nei documentari dedicati a Jeanette Maier, una delle prostitute più famose di New Orleans che si racconta in un documentario lucido e dal ritmo irresistibile, e a Yoyochu nome d’arte del patriarca del cinema per adulti giapponese. Extra ha anche portato sugli schermi dell’Auditorium l’impegno ambientalista con Gasland, sull’estrazione del gas negli USA che inquina le falde acquifere, e il vincitore della sezione, De Regenmarkers, sguardo moderno alla Cina contemporanea che alterna a paesaggi di incommensurabile bellezza, luoghi devastati dall’inquinamento. altMi preme sottolineare la presenza nella selezione fuori concorso, in collaborazione con la sezione per ragazzi Alice nella Città, un documentario crudo e affascinante: Waiting for Superman, desolante ritratto dell’istruzione pubblica negli Stati Uniti, dal regista di Una scomoda Verità, David Guggenheim.

Il documentario che più di tutti ha attirato la mia attenzione è stato però The People vs George Lucas, impietoso ritratto di uno dei più grandi registi e produttori contemporanei fatto a pezzi dal suo pubblico, per aver a sua volta ‘fatto a pezzi’ la saga di Star Wars. In una serie di interviste e testimonianze che sfociano nel fanatismo, il regista Alexandre O. Philippe tratteggia una schiera di fan che odiano e amano Lucas, per aver creato un universo, quello di Star Wars, che ha segnato più di una generazione, ritrattando poi i film e la storia con la riedizione e con l’uscita al cinema della seconda trilogia, quella che spiega le origini dei personaggi.

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Extra non ci offre solo cinema, ma anche contatto con i suoi interpreti e protagonisti più famosi, attraverso le ‘Lezioni di Cinema’ e i ‘Duetti’: quest’anno i protagonisti sono stati le coppie Margherita Buy + Silvio Orlando e Gabriele Salvatores + Giancarlo De Cataldo, oltre a due dei registi più anticonformisti e divertenti del cinema odierno, John Landis che ha presentato  Burke&Hare, con protagonisti Simon Pegg e Andy Serkis, e last but not least Alexandre Rockwell che ha mostrato al pubblico di Roma il suo ultimo e divertentissimo Pete Small is Dead.

Dopo questa rapida occhiata al programma di Extra alla quale abbiamo appena avuto il privilegio di assistere, non resta che ringraziare chi con impegno e grinta ci permette ogni anno di godere di questo cinema silenzioso e discreto che regala così tante emozioni pur relegato nelle sale più piccole. Grazie e Buon Lavoro!