The Rum Diary - Cronache di una passione recensione

Arriva al cinema The Rum Diary – Cronache di una passione, il film diretto da Bruce Robinson, e con protagonisti Johnny Depp e Amber Heard. In The Rum Diary – Cronache di una passione, Paul Kemp (Johnny Depp) è un giornalista freelance, accanito bevitore, che si trasferisce a Puerto Rico, negli anni ’50, per scrivere sul giornale della città. Il quotidiano è però sull’orlo della bancarotta e a Kemp viene assegnato un ruolo marginale come redattore di oroscopi.

L’uomo diventa amico e coinquilino del fotografo del giornale, Sala (Michael Rispoli) disilluso sul destino del lavoro, tira a campare distillando rum a 400% grazie anche all’aiuto del corrispondente di cronaca nera, un alcolista all’ultimo stadio con una passione per i discorsi di Hitler, Mmenoberg (Giovanni Ribisi) e partecipando alle lotte tra galli. La quotidianità alcolica in cui si sta adagiando Kemp viene sconvolta da un incarico che gli viene proposto dal corrotto Sanderson (Aaron Eckhart) uomo bello, ricco, influente e corrotto che oltretutto è fidanzato con una bellissima ragazza per cui Kemp perde immediatamente la testa. L’uomo d’affari gli offre molti soldi in cambio della redazione di una brochure che faccia vendere a lui e ai suoi soci un grande affare: un albergo di lusso da costruire su di una incontaminata isola poco distante da San Juan.

The Rum Diary - Cronache di una passioneDurante un carnevale però, la festa e l’alcol faranno perdere il controllo a Sanderson ed alla sua ragazza, mentre Kemp diventerà un attivo osteggiatore delle speculazioni dei ricchi contro i poveri. Tra le poche accoppiate riuscite di questi ultimi anni, quelle che saltano immediatamente alla memoria sono quella di Michael Fassbender e James McAvoy in X-Men: L’inizio e Johnny Depp – Hunter S.Thompson.

L’ultima volta che Depp si era avvicinato allo scrittore/giornalista/fan di alcol e sperimentatore di droghe scomparso sei anni fa, era infatti quando accanto a Benicio Del Toro, vestì i panni di Raoul Duke in Paura e delirio a Las Vegas, diretto da Terry Gilliam. Ora, a quasi 14 anni di distanza da quel film, Depp ha trovato soldi, regista e sceneggiatore per portare sullo schermo un’altra opera, non conosciuta di Thompson che ha per protagonista un personaggio leggermente più equilibrato di Duke.

Si incontra il protagonista, Paul Kemp, nel momento in cui sta riemergendo da una sbronza, ma in tutto il film non si ha la sensazione di avere a che fare con un anarcoide privo di ogni senso di morale, anzi sono diversi i momenti in cui il primo piano sostenuto e la battuta a effetto ci fanno percepire il protagonista come qualcuno che si rende conto del mondo in cui vive e degli eventi che accadono intorno a lui. In effetti, il romanzo da cui il film è tratto è il primo scritto da Hunter S.Thompson, prima che il suo stile diventasse il baluardo del cosiddetto “gonzo journalism” e che quindi è molto più semplice e ingenuo come lo è il suo protagonista. Sicuramente un colpo al cuore per chi si aspettasse un secondo capitolo del film di Gilliam, ma che riesce comunque a contenerne in sé le caratteristiche. Kemp è onesto e leale fino ad un certo punto, quello che non collide con il suo essere. Una figura più simile all’anarchia dell’Hunter S. Thompson è visibile nel personaggio perfettamente messo in scena da Giovanni Ribisi: il pazzo Morberg, ubriacone fissato con rum e Hitler.

The Rum Diary – Cronache di una passione ha alcuni momenti molto godibili una sceneggiatura molto descrittiva anche se con alcune zone oscure che vengono spiegate con due righe di battuta, Johnny Depp al suo solito ha capacità interpretative anche dietro gli occhiali da sole, con il solo sollevare delle sopracciglia, ma è comunque evidente che un regista dalle caratteristiche stilistiche più marcate rispetto a Bruce Robinson, regista che Depp ha conosciuto ai tempi di Shakespeare a colazione, avrebbe conferito al film una corporatura più intensa.