the vast of night recensione

Presentato allo Slamdance Festival 2019, dove si è aggiudicato il Premio del pubblico, e poi di scena al Toronto International Film Festival, The Vast of Night – L’immensità della notte, opera prima di Andrew Patterson è un lavoro totalmente indipendente, prodotto dall’etichetta del regista, la Ged Media Production, che recupera atmosfere anni ’50 per ambientarvi un thriller fantascientifico ricco di suspense e stilisticamente molto curato.

 
 

The Vast of Night, la trama

Alla fine degli anni ’50 in una tranquilla cittadina del New Mexico, una notte la giovane centralinista Fay, Sierra McCormick, e il suo amico Everett, Jake Horowitz, conduttore radiofonico, scoprono una strana frequenza audio, che emette un segnale sconosciuto. Everett decide di trasmettere il segnale nel suo programma alla radio per sapere se qualcuno riesce ad identificarlo. Mentre i due cercano di capire di più, accade qualcosa di inaspettato: la linea che cade più volte al centralino dove Fay lavora, un blackout elettrico, un uomo, Billy, Bruce Davis, che dice di sapere cosa sia quel suono e racconta una storia inquietante, un’anziana donna, Gail Cronauer, che vuole dare la sua testimonianza. Intanto, nel cielo di Cayon si avvertono strane presenze.

Lo stile di Andrew Patterson e il tributo ai classici della fantascienza

The Vast of Night è senza dubbio un tributo alle pietre miliari del mondo fantascientifico, ai primi film sugli alieni, come Ultimatum alla Terra di Robert Wise (1951) o Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg (1977). Per far tornare lo spettatore indietro a quelle atmosfere, il regista sceglie un’ambientazione anni ’50, immaginando che si guardi il film attraverso una delle prime tv in bianco e nero, magari da un salotto d’epoca. Ecco quindi la scelta del bianco e nero sgranato per alcune parti del film, che cede poi il passo al colore e a un’immagine più nitida nel momento in cui si vuole che lo spettatore sia partecipe ed entri nel vivo della narrazione. La resa stilistica è molto efficace e ben curata e riesce davvero a trasportare indietro nel tempo.

 A contribuire a queste atmosfere rétro e rendere credibile la messa in scena, l’utilizzo di apparecchi d’epoca che riportano istantaneamente la mente dello spettatore indietro nel tempo. Si è già detto dei primi televisori, ma un ruolo hanno anche i vecchi telefoni – Fay lavora in un centralino – e la radio. Tutto rigorosamente analogico e apparentemente lontano anni luce dal mondo di oggi. Un’epoca quella, verso cui il regista nutre forse una certa nostalgia e che indubbiamente ama, vista la cura con cui la ricrea.

The Vast of Night, un racconto semplice ma intrigante

Un altro elemento chiave del racconto è il buio della notte, come si evince dal titolo stesso. Un buio nel quale tutto può accadere. Il film segue un filo narrativo molto semplice e si sviluppa in un’unità di tempo breve, ovvero nell’arco di una sola notte. Il regista preferisce concentrarsi sull’organizzare bene una materia circoscritta piuttosto che rischiare di perdersi in qualcosa di troppo complesso. La scelta si rivela saggia, anche se in un primo momento il materiale può apparire davvero troppo esiguo. Il film riesce però man mano a coinvolgere creando una buona dose di mistero.

Come in un noto classico più recente della serialità televisiva di fantascienza, che pure torna alla mente, X-Files, si punta a creare la suspense suggerendo una misteriose presenze che non vengono quasi mai mostrate. Il regista crea questa sensazione perturbante anche attraverso abili movimenti di macchina, utilizzandola in modo originale ed espressivo.

Ad accrescere la suspense e a catturare lo spettatore con un effetto quasi ipnotico, poi, alcune parti del film, come l’intenso monologo dell’anziana madre ottimamente interpretata da Gail CronauerJFK, Boys don’t cry. Scelte efficaci che si debbono alla sceneggiatura, curata da James Montague e Craig W. Sanger.

I protagonisti Sierra McCormic e Jake Horowitz

The Vast of Night conta su due giovani e capaci protagonisti: Sierra McCormic e Jake Horowitz. La prima è nota per aver interpretato il ruolo di Olive Doyle nella serie tv A.N.T. Farm – Accademia Nuovi Talenti . È poi approdata al cinema con il genere thriller, essendo tra i protagonisti de L’odio che uccide- Some kind of hate e Sorelle di sangue. Jake Horowitz, dopo aver esordito in teatro e partecipato alla serie tv Manifest e a diversi cortometraggi è stato recentemente protagonista di Adam Bloom per la regia di Noah David Smith. Qui entrambi si mettono alla prova rendendo Fay e Everett una coppia di amici che mentre affrontano un mistero più grande di loro si scoprono più vicini.

The Vast of Night è un lavoro dalla trama semplice, ma ben costruito, stilisticamente valido e ben recitato, che guarda ai classici tra nostalgia e originalità, svelando il talento di un regista già capace di guidare lo spettatore nel suo mondo e coinvolgerlo. Distribuito da Amazon Studios, il film è disponibile in streaming su Amazon Prime Video.