Un bel mattino recensione film
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Mia Hansen-Love torna dietro la macchina da presa con una storia dal grande impatto emotivo, Un bel mattino. Per il suo nuovo racconto impiantato nella sua Parigi, la regista sceglie Léa Seydoux nel ruolo della struggente Sandra, e ne esplora così l’animo in combutta fra una perdita che sempre più si affaccia nella sua vita e un amore appena sbocciato, con il quale dovrà fare i conti.

 
 

Come la stessa Hansen-Love afferma, Un bel mattino si ispira alla malattia del padre della regista, iniziando a scriverne la sceneggiatura quando egli era ancora in vita. Il film è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes e uscirà nelle sale italiane il 12 gennaio 2023.

Un bel mattino, la trama

Sandra (Léa Seydoux) è una madre single che lavora come interprete e si trova ad affrontare un momento di grande incertezza della sua vita: suo padre è malato e sempre meno autosufficiente, mentre l’incontro casuale con un vecchio amico, Clément (Melvil Poupaud), si trasforma presto in una relazione appassionata.

Clément però è sposato e lei non può abbandonarsi a questo grande amore come vorrebbe. Mentre cerca di venire a capo di quella sua nuova relazione, Sandra deve fare i conti anche con la consapevolezza della perdita del padre che, piano piano, si sta spegnendo davanti ai suoi occhi.

Un bel mattino Lea Seydoux

Il ritratto di una grande forza d’animo

Una sinfonia leggera e dolce, il cui testo nasconde però un significato profondo e sofferente. È questa la sensazione percepibile che si ha scorrendo fra le sequenze di Un bel mattino, mentre la macchina da presa immerge lo spettatore nell’apparente quotidianità tranquilla e ordinaria di Sandra. Ma se in superficie l’apparenza inganna, dando uno sguardo dentro si svela il tumulto di una donna provata dalle condizioni del padre debilitato, il cui ricordo di lei si sta affievolendo proprio come la sua vita, destinata a spegnersi.

La regista compone il racconto ammantandolo di colori pastello, chiari e vividi, con sullo sfondo la cornice di una Parigi che nasce e fiorisce nelle stagioni, per restituire una rappresentazione delicata di una donna che con eleganza, senza deturpare l’immagine di un tempo del padre, vive in anticipo un lutto che presto si consumerà. Lo vive a testa alta, nel silenzio del suo sguardo, in cui molto si focalizzano alcune scene, a volte accompagnate da una musica extradiegetica volta a enfatizzare i momenti di maggior pathos o valore.

Un dolore silenzioso ma presente

Mia Hansen-Love non vuole costruire attimi melodrammatici a livello di sceneggiatura, poiché il vero dolore non urla, non si espone, non parla. Si legge. L’estremo pudore delinea il ritratto di Sandra, elogiandone la sua immensa forza oltre che totale dedizione verso il proprio genitore. E mentre questo stesso dolore alberga nella protagonista, crescendo esponenzialmente e in parallelo con la malattia del padre, un amore improvviso arriva a farle una carezza, pronto a portare un po’ di pace nel suo cuore. Forse l’espediente narrativo della relazione adulterina con Clément poteva evitarsi, ma viene proposto in una modalità così tanto dolceamara da apprezzarla nella sua semplicità di essere un tipico cliché.

Amore e morte, lutto e vita, forza e fragilità, questi i capisaldi di Un bel mattino. Contrasti che si incontrano, spogliati di qualsiasi filtro e restituiti nella loro accezione più realistica, vera, autentica. Una pellicola che non lascia spazio ad altre interpretazioni, che vuole conciliare il bello della vita ma anche le sue sfumature ombrose, un inno ad essa ma anche un atto di consapevolezza verso la morte, l’ultima “compagna” con cui bisogna prima o poi fare i conti.

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RASSEGNA PANORAMICA
Valeria Maiolino
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Laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo. Il cinema è la mia unica via di fuga quando ho bisogno di evadere dalla realtà. Scriverne è una terapia, oltre che un’immensa passione. Se potessi essere un film? Direi Sin City di Frank Miller e Robert Rodriguez.
un-bel-mattinoLa delicatezza con cui la regista affronta il problema della malattia e di un lutto che incombe esalta la forza silenziosa ma palpabile della protagonista, Sandra, che solo attraverso un semplice sguardo mostra tutto il suo dolore. Mia Hansen-Love propone una storia agrodolce, in cui l'amore si intreccia con la morte in un dialogo volto alla rinascita.