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Wild: recensione del film con Reese Witherspoon

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Arriva al cinema distribuito da 20th Century Fox, Wild diretto da Jean-Marc Vallée, con Reese Witherspoon e Laura Dern. In Wild dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, Cheryl Strayed a soli ventisei anni si ritrova con la vita sconvolta. Alla ricerca di sé oltre che di un senso, decide di attraversare a piedi l’America selvaggia per oltre quattromila chilometri tra montagne e il deserto, tra il caldo torrido e il freddo estremo.

Wild, la trama

Con Wild, Jean-Marc Vallée, torna ad esplorare con un’altra biografia la fragilità umana attraverso le esasperazioni personali e sociali. Dopo il successo di Dallas Buyer Club, adattata sul grande schermo il libro omonimo della Strayed attraverso la sceneggiatura di Nick Hornby (noto al cinema per About a boy, An Education e Alta Fedeltà). Dopo un forte incipit, in cui ci viene mostrata già la natura complessa e il grande lavoro di Martin Pensa al montaggio, la storia si presenta con dei pesanti echi a film quali Tracks di Curran e Into The Wild di Sean Penn, in cui i suggestivi campi lunghi e panoramiche spesso si contrappongono ai flashback della protagonista.

Wild

Riscoperta per i valori umani

Nei 115 minuti assistiamo alla classica avventura di formazione in cui conosciamo e viviamo un personaggio già provato che ha trovato la forza e il coraggio per fare tabula rasa della sua vita riscoprendo anche sé stessa. Il tutto però passa in maniera attutita ed ovattata, dato che il regista canadese sembra preferire gli estetismi della camera usando i campi incontaminati e i primi piani drammatici solo per descrivere e raccontare i fatti più salienti, senza sospendersi tra le sfumature del personaggio.

Da qui nascono i grandi raccordi sonori e visivi che ci fanno spaziare nella testa di Cheryl, in alcune sequenze sembra addirittura trascurata l’esperienza straordinaria che sta compiendo per focalizzarsi sulla strada della punizione (e non della bellezza) per arrivare a quella grande voglia di perdono che la protagonista cerca intensamente. Nella prova attoriale si conferma la bravura del premio Oscar Reese Witherspoon nel saper gestire in completa autonomia la scena e i forti contrasti interiori della protagonista; seppur la caratterizzazione migliore è riservata a Laura Dern, che riesce ad essere pura ed eterea come solo un ricordo legato ad una forte emozione può evocare.

Wild è un film classico, che si collega perfettamente nel genere dei film di rinascita e di riscoperta per i valori umani. Buono nella prima parte di caratterizzazione e formazione ma estremamente ridondante nell’ultima, dando voce ad un’altra importantissima storia ma che stilisticamente non riesce a contribuire al genere cercando solo il dramma e “l’azione” per lo spettatore e non il riscatto del protagonista.

Sommario

Wild è un film classico, che si collega perfettamente nel genere dei film di rinascita e di riscoperta per i valori umani.
Stefania Buccinnà
Stefania Buccinnà
Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.

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