Nel 2008 la Universal cominciò a sviluppare un adattamento live-action dal popolare videogioco BioShock. Il regista di The Lone Ranger, Gore Verbinski,  venne scelto per dirigere il film, scritto da John Logan (L’ultimo Samurai). L’anno dopo, il flop al botteghino di Watchmen, sempre prodotto dalla Universal, la rese pavida ad imbarcarsi nella produzione di un film ad alto budget (circa 200 milioni) e che sarebbe stato un rating R. I vertici della major chiesero poi a Verbinski di adattarsi con un budget di 80 milioni, il che scoraggiò il regista che cercò sostegno in Juan Carlos Fresnadillo (28 settimane dopo) che era stato assunto per produrre il film. Quando tutto sembrava ormai pronto per procedere seriamente con la fase di preproduzine del film, il creatore di BioShock, Ken Levine, è intervenuto a bloccare il tutto per il bene del progetto.

 

La spiegazione che Levine ha dato per il suo dietro front è stata che Juan Carlos Fresnadillo non era una buona scelta per il suo videogioco e che non era disposto a scendere ad altri compromessi per vedere a tutti i costi il suo lavoro sul grand schermo.

Mentre ci saranno sicuramente altre novità in merito al film, vi mostriamo per ora alcuni artwork di Scott Patton, che a suo tempo aveva già cominciato a lavorare ai concept per il personaggio di Big Daddy.

Ecco le immagini:

bioshock 2 bioshockE’ il 1960, l’aereo sul quale stai viaggiando precipita e si schianta in una zona imprecisata dell’Oceano Atlantico. Riemergendo dalle acque gelide ti ritrovi davanti una scena agghiacciante: intorno a te non ci sono che rottami infuocati, e nessuna traccia di altri superstiti. Poco lontano dalla zona dell’incidente vedi una strana torre che si staglia nera nella notte, illuminata dalla sola luna piena. Senza farti troppe domande la raggiungi a nuoto: dopotutto sei ancora in grave pericolo di vita. L’interno dell’edificio è ancora più strano e appariscente, con arredamenti lussuosi ed eleganti, pieno di statue, bassorilievi e strani slogan propagandistici. Ma non è il momento di perdere tempo. Al piano inferiore vedi una sorta di capsula sferica, che sembra l’unica via di uscita dalla torre. Entri e azioni la leva, ma solo per accorgerti che la capsula, o meglio la “batisfera”, non serve per andarsene, ma per scendere nelle profondità del mare, per scendere verso un’incredibile metropoli sottomarina che, nonostante si stagli maestosa davanti a te, fatichi ancora a credere possa essere reale. Benvenuto a Rapture.

Fonte: CBM