Curtis

 

Neozelandese di nascita ma britannico d’adozione, ha inventato Mr Bean insieme al suo interprete, Rowan Atkinson (incontrato a Oxford quando studiava letteratura); ha un debole (professionale) per Hugh Grant, per le protagoniste americane, per le storie corali (come la vita, dice lui) e la musica pop. I personaggi che escono dalla sua penna/tastiera sono circondati spesso da una banda di amici eccentrici, una sorta di famiglia surrogato che sostiene l’eroe nei momenti difficili e offre qualche risata al pubblico.

Sì, stiamo parlando di Richard Curtis, quello che se piove neanche te ne accorgi, che se vai negli aeroporti non ti resta che piangere, e se vedi una ragazza di fronte ad un ragazzo allora gli sta per forza dicendo che lo ama. Uno che, a detta sua, preferisce vedere il lato positivo della vita, piuttosto che indugiare in qualche massacro (stile Tarantino, per intenderci – che poi è lui che ai tempi gli ha soffiato l’Oscar per la sceneggiatura con Pulp Fiction). Ognuno ha i suoi gusti, e quelli di Curtis sembrano riscuotere successo. A parte il flop della sua seconda regia,  I love radio rock  (dichiarazione d’amore per la musica anni ‘70), i suoi cavalli di battaglia hanno decisamente vinto la guerra: basti pensare che Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill (il suo quartiere) e Love, actually (il debutto dello sceneggiatore Curtis dietro la macchina da presa) hanno incassato un totale di 860 milioni di dollari. Saranno stati contenti alla Working Title, la casa di produzione inglese che se lo tiene stretto dai tempi dei Quattro matrimoni. Al gruzzoletto dobbiamo aggiungere anche una certa Bridget Jones; e poi c’è Questione di tempo (appena uscito da noi) che promette faville al box office.

Tra un copione e l’altro (passando per War Horse di Spielberg), Mr Curtis è riuscito pure a fare 4 figli e a fondare un paio di organizzazioni benefiche. Di certo troverà anche il tempo di spegnere le candeline. HAPPY BIRTHDAY RICHARD!

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Giovane, carina e disoccupata (sta a voi trovare l'intruso). E' la prova vivente che conoscere a memoria Dirty Dancing non esclude conoscere a memoria Kill Bill, tutti e due i Volumi. Tanto che sulla vendetta di Tarantino ci ha scritto la tesi (110 e lode). Alla laurea in Scienze della Comunicazione seguono due master in traduzione per il cinema. Lettrice appassionata e spettatrice incallita: toglietele tutto ma non il cinematografo. E le serie tv. Fra le esperienze lavorative, 6 anni da assistente alla regia in fiction e serie per la televisione (avete presente la Guzzantina in Boris?). Sul set ha imparato che seguire gli attori è come fare la babysitter. Ma se le capita fra le mani Ryan Gosling...