Laura Antonelli si è spenta a 74 anni nella sua casa di Ladispoli, vicino Roma. Non sono ancora note le cause del decesso, e pare che l’ultimo a vederla sia stata la sua badante venerdì scorso.

L’attrice era nata nel 1941 a Pola, città allora dell’Istria e quindi italiana, e assieme a Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina era chiamata una delle “bellissime quattro” dalmato-istriane. Raggiunse il suo periodo d’oro negli anni settanta e ottanta, diventando un’icona sexy nel 1973 interpretando una sensuale cameriera in Malizia di Salvatore Samperi, interpretazione che le valse un Nastro d’Argento per la migliore attrice protagonista.

Accanto ai ruoli erotici affiancò interpretazioni in film d’autore, recitando per registi del calibro di Luchino Visconti, Dino Risi, Ettore Scola e Luigi Comencini. La parte di Martine Dupont in Trappola per un lupo di Chabrol le fece incontrare Jean-Paul Belmondo, il famoso e bellissimo attore francese con il quale intrattenne una lunga e travagliata relazione.

Negli anni ottanta lavorò prevalentemente in commedie sexy, tra le quali spiccano Malato immaginario e Avaro con Alberto Sordi, ma la sua popolarità si arrestà improvvisamente nel 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vennero ritrovati 36 grammi di cocaina. Dopo nove anni venne assolta dall’accusa di spaccio, ma il suo tentativo di ritornare in vetta grazie a Malizia 2000 si tramutò in un fallimento, causando il ritiro dalle scene dell’attrice.

In attesa di sapere qualcosa di più sulle cause della sua morte, ricordiamo l’appello che Lino Banfi lanciò nel 2010 per denunciare le difficili condizioni economiche in cui Laura Antonelli viveva, la quale però rispose che non voleva ricevere alcun aiuto.

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