Unfamiliar di Netflix, ci sarà una Stagione 2?

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La serie Netflix Unfamiliar racconta la storia di Simon e Meret, una coppia che, all’apparenza, conduce una vita semplice e ordinaria. Gestiscono un piccolo ristorante, vivono in modo modesto e dedicano ogni attenzione alla loro figlia adolescente, Nina. Per sedici anni sono riusciti a costruire una quotidianità stabile e apparentemente normale, ma tutto cambia quando il passato torna improvvisamente a galla. Quello che emerge è sconvolgente: Simon e Meret non sono persone comuni, bensì ex agenti segreti, e qualcuno vuole eliminarli per un episodio avvenuto anni prima in Bielorussia.

Con il procedere della serie, viene lentamente svelato ciò che accadde davvero in Bielorussia e perché Simon e Meret siano diventati bersagli da eliminare. La loro priorità non è soltanto salvare sé stessi, ma soprattutto proteggere Nina, che ignora completamente il passato dei genitori. La ragazza diventa il centro emotivo e narrativo della serie: ogni scelta, ogni tradimento e ogni sacrificio ruotano intorno a lei. L’analisi del finale della prima stagione apre inoltre interrogativi importanti su un’eventuale seconda stagione.

La talpa all’interno del BND

Il principale antagonista della serie è Josef Koleev, un alto ufficiale del GRU, i servizi segreti militari russi. Josef desidera la morte di Simon e Meret prima che sua moglie Valeria venga nominata nuova ambasciatrice russa a Berlino. Sebbene Valeria non abbia una grande esperienza diplomatica, la sua candidatura suggerisce che sia solo una copertura per consentire a Josef di operare liberamente in Germania. Il governo tedesco sospetta questa manovra, ma ha bisogno di prove concrete per fermare la nomina, ed è qui che entra in gioco il BND.

Sedici anni prima, Gregor Klein, allora capo del BND, aveva ideato un piano per incastrare Josef: una “honey trap”. L’agente Katya viene incaricata di sedurlo e instaurare una relazione sentimentale con lui. La strategia funziona, Katya rimane incinta e Josef crede di poter iniziare una nuova vita con lei a Berlino. Tuttavia, Gregor chiarisce che il vero piano è rimandare Josef a Mosca come doppiogiochista al servizio del BND. Josef scopre così di essere stato manipolato e capisce che Katya ha sempre lavorato per Gregor.

La situazione degenera in modo violento: Josef spara a Gregor e costringe Katya a ingerire del veleno, uccidendo apparentemente lei e il bambino che portava in grembo. Convinto di aver eliminato tutti i testimoni, Josef ignora che sia Gregor sia Katya sono sopravvissuti grazie all’intervento di Simon e Meret. Anni dopo, temendo che il passato possa distruggerlo, Josef decide di eliminare chiunque conosca la verità, avvalendosi anche di una talpa all’interno del BND.

Prima di morire, Gregor riesce ad avvertire Simon dell’esistenza di questa talpa. Nel finale della serie si scopre che si tratta di Ben, il suo successore alla guida dell’operazione. Ben, per proteggersi, incastra Alice, un’agente del BND, facendola passare per la traditrice. Julika, un’analista del servizio e innamorata di Alice, inizialmente rifiuta di crederci, ma viene progressivamente manipolata. Alla fine si scopre che Ben ha ucciso Alice, simulandone il suicidio, anche se la serie non entra nei dettagli di come sia riuscito a farlo.

Il destino di Josef Koleev

Parallelamente, anche Valeria scopre il tradimento del marito e l’esistenza di una figlia segreta. Capisce che Josef rappresenta una minaccia per la sua carriera politica, appena decollata con la nomina ad ambasciatrice. Decide quindi di rivolgersi al padre, un potente diplomatico russo, per liberarsi del marito. Tuttavia, emerge che Josef è troppo importante per essere semplicemente rimandato a Mosca: è lui a gestire “Starfish”, il nome in codice della talpa nel BND.

Quando Valeria scopre che Starfish è ancora vivo e che non è una donna, come le era stato fatto credere, ma un uomo, comprende che qualcuno ha coperto le proprie tracce. Alla fine riesce a stringere un accordo con il padre: lei diventerà non solo ambasciatrice, ma anche responsabile diretto dell’operazione, permettendo così di eliminare Josef.

In una scena ambigua, Josef viene convocato e apparentemente condotto verso la morte. Non viene mostrato esplicitamente il momento dell’esecuzione, lasciando aperta la possibilità che sia sopravvissuto. La serie suggerisce che la sua eliminazione servirebbe a chiudere definitivamente il capitolo bielorusso, ma lascia spazio a interpretazioni alternative: Josef potrebbe essere stato risparmiato per evitare scandali futuri o per “ripulire” i suoi errori prima di sparire definitivamente.

Il piano di Katya e la verità su Nina

Uno degli elementi più drammatici della serie riguarda Katya e la figlia che credeva morta. Sedici anni prima, Simon aveva salvato la neonata e, intuendo che Meret si era affezionata alla bambina, aveva deciso di non dire la verità a Katya. Le aveva mostrato una falsa tomba e le aveva offerto una nuova identità, permettendole di ricominciare da capo. Meret non sapeva nemmeno che Katya fosse sopravvissuta.

Quando Katya ricompare a Berlino anni dopo, tutto precipita. Scopre che sua figlia è viva, che si chiama Nina e che è stata cresciuta da Simon e Meret. Si sente tradita e privata del diritto di scegliere. Nonostante le suppliche della coppia di aspettare il momento giusto per dire la verità a Nina, Katya non è più disposta a pazientare.

Nel finale, durante uno scontro con Josef, Simon rimane ferito. Nina, rimasta sola in un parcheggio con Katya, trova una chiavetta USB lasciatale da Meret contenente un video in cui i genitori spiegano il loro passato da agenti segreti, ma non rivelano l’adozione. Katya è sul punto di confessare la verità a Nina, ma viene interrotta dall’arrivo di Simon e Meret. Poco dopo, però, decide di agire: contatta Julika e offre la posizione della coppia in cambio di un passaggio sicuro per lei e Nina. Katya è stanca di fare la cosa giusta e vuole riprendersi ciò che considera suo.

Un futuro incerto e una possibile seconda stagione

Dopo il ricovero di Simon e la cura del suo aneurisma, Meret propone di lasciare Berlino. Simon, tormentato dal senso di colpa per aver “rubato” una figlia a Katya, ammette di averlo fatto per salvare il suo matrimonio. Tuttavia, è troppo tardi: Meret non lo ama più romanticamente. I due decidono di separarsi.

Nel caos finale, Katya fugge con Nina, mentre Simon e Meret vengono arrestati con l’accusa dell’omicidio di Jonas Auken, un sicario assoldato da Josef. In realtà, Jonas era stato ucciso proprio da Josef, ma dimostrarlo sarà difficile. Ben sembra intenzionato a usare Simon e Meret per operazioni segrete fuori dai canali ufficiali.

Il destino di Nina resta il punto più doloroso della storia. È una ragazza privata della possibilità di scegliere, trascinata in un conflitto che non comprende. Anche se la verità la ferirà profondamente, è probabile che non reciderà del tutto il legame con Simon e Meret. La serie si chiude su un finale aperto, con numerose questioni irrisolte: la sorte definitiva di Josef, il ruolo di Ben, il futuro di Nina e la possibilità che Julika scopra finalmente tutta la verità.

Proprio per questi motivi, Unfamiliar sembra destinata a tornare con una seconda stagione, pronta ad approfondire le conseguenze emotive e politiche di scelte che nessuno dei personaggi potrà più cancellare.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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