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La storia di origine di Joker, così come l’ha raccontata Todd Phillips nel suo omonimo film che sta sbancando i botteghini di tutto il mondo, potrebbe essere molto più stratificata di quanto immaginiamo.

 
 

Il film mostra come il personaggio di Joaquin Phoenix, Arthur Fleck, sia suo malgrado artefice di una rivolta popolare che scatena la violenza repressa di Gotham. Tuttavia, secondo il regista, il simbolo del pagliaccio che sale alla ribalta con Arthur potrebbe essere il futuro del personaggio, nel senso che potrebbe assere adottato da altri, fino ad arrivare a colui che lo indosserà contro Batman.

Secondo il regista, infatti, Arthur potrebbe non essere l’incarnazione definitiva del villain DC Comics. Ecco cosa ha dichiarato: “Forse il personaggio di Joaquin ha ispirato il vero Joker. Non puoi saperlo davvero. La sua ultima battuta è ‘non lo capiranno’. Ci sono un sacco di cose interessanti che si verificano.”

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Joker diretto da Todd Phillips vede nel cast Joaquin PhoenixZazie BeetzFrances ConroyBrett CullenDante Pereira-OlsonDouglas Hodge e Josh Pais ed è arrivato nelle sale il 4 ottobre 2019. Contrariamente alle altre apparizioni del personaggio nei Batman di Tim Burton, nella trilogia del Cavaliero Oscuro di Christopher Nolan e in Suicide Squad, il film è ambientato negli anni Ottanta e racconta l’evoluzione di un uomo ordinario e la sua trasformazione nel criminale che tutti conosciamo.

Da sempre solo in mezzo alla folla, Arthur Fleck (Joaquin Phoenix) desidera ardentemente che la luce risplenda su di lui. Cercando di cimentarsi come comico di cabaret, scopre che lo zimbello sembra invece essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia, crudeltà e, in definitiva, tradimento, Arthur prenderà una decisione sbagliata dopo l’altra, provocando una reazione a catena di eventi.

Ho amato il Joker di The Dark Knight, e anche quello di Jared Leto di Sucide Squad che è venuto dopo, così come il ritratto di Jack Nicholson“, ha dichiarato Phillips parlando dei possibili riferimenti alle vecchie versioni del clown principe del crimine e dell’eredità che il suo Joker si porta dietro. “Negli Stati Uniti, i fumetti sono il nostro Shakespeare, e come esistono varie versioni dell’Amleto, così noi potremmo offrire varie versioni di Joker in futuro.” “Onestamente non riusciamo ancora a credere alla vittoria di Venezia. Ci vorrà del tempo per realizzare“, ha commentato il regista nell’intervista con Variety.

Joker: tutti gli indizi per un possibile sequel