Sigourney Weaver è una delle migliori interpreti della sua generazione. Tuttavia, nonostante abbia dato prova del suo incommensurabile talento in una varietà di generi, la sua fama resterà per sempre legata al ruolo di Ellen Ripley nella saga di Alien, personaggio che ha interpretato per la prima volta nel 1979 nell’omonimo film di Ridley Scott e che da allora ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’eroina sul grande schermo.

 
 

A lungo si è parlato di un possibile ritorno dell’iconica Ripley sul grande schermo, ma ad oggi non sappiamo se effettivamente rivedremo mai il personaggio in un nuovo film. Resta la sua incredibile eredità, dal momento che Ripley è ancora oggi considerata fra i personaggi femminili più importanti della storia del cinema, oltre ad essere una figura di assoluto rilievo nella pop culture americana. Weaver ha interpretato il personaggio in ben quattro film della saga originale (prima che la stessa venisse rilanciata nel 2021, sempre da Scott, con il prequel Prometheus), ma fino ad oggi non aveva mai rivelato quale fosse il suo capitolo preferito.

Ora, in una recente intervista con Collider, l’attrice statunitense ha finalmente risposto alla fatidica domanda, dando una risposta che a quanto pare non si è basata su un gusto personale, ma esclusivamente sull’evoluzione narrativa del personaggio: “È veramente difficile, ma credo che la storia meglio costruita per il personaggio sia stata raccontata in Aliens – Scontro finale, e questo perché James Cameron ha un incredibile senso della struttura del racconto. L’intera struttura di quella storia, per me, è sempre stata incredibile. È stato un arco narrativo davvero incredibile per il personaggio. In questo senso, il secondo film è per Ripley sicuramente il più soddisfacente.”

Ricordiamo che per la sua interpretazione in Aliens – Scontro finale, Sigourney Weaver ricevette un Saturn Award come migliore attrice e una candidatura non solo ai Golden Globes e ai BAFTA ma anche agli Oscar, evento che oggi è considerato storico, dal momento che l’Academy, prima di allora, aveva sempre prestato poca attenzione ai generi horror e fantascientifici.