Nonostante fosse uno dei volti centrali del film precedente, Aaron Taylor-Johnson non sarà presente in 28 Anni Dopo – Il tempio delle ossa. A chiarire definitivamente il motivo è stata la regista Nia DaCosta, che ha spiegato come l’assenza del personaggio di Jamie sia una scelta narrativa precisa, non legata a problemi produttivi o di cast.
Una scelta narrativa: Il tempio delle ossa racconta la storia di Spike, non di Jamie
Intervistata in merito al sequel, DaCosta ha chiarito che Jamie «non è mai stato previsto nella sceneggiatura» del secondo capitolo della trilogia. Una dichiarazione netta, accompagnata da un commento ironico sul personaggio, definito senza mezzi termini un uomo moralmente discutibile per il tradimento della moglie Isla e per le scelte compiute durante il primo film.
Ma il motivo centrale dell’assenza di Taylor-Johnson è più profondo: Il tempio delle ossa non è una storia su Jamie, bensì su Spike, interpretato da Alfie Williams. Il film prosegue infatti il percorso di formazione del ragazzo, concentrandosi sul suo distacco dalla figura paterna e sulla perdita di ogni forma di protezione.
Come spiegato dalla regista, questa fase della storia riguarda «l’uscire di casa e il non avere più la sicurezza di un padre pronto a salvarti». Per questo era fondamentale che Spike fosse completamente solo, costretto a confrontarsi con un mondo in cui non esistono più punti di riferimento stabili.
Il finale di 28 Anni Dopo aveva già preparato il terreno: Spike, segnato dalla morte della madre e dalle scelte del padre, decide di restare sulla terraferma per scoprire chi è davvero, mentre Jamie rimane bloccato sull’isola di Lindisfarne, separato dal figlio dalla marea. Il tempio delle ossa riprende quasi immediatamente da lì, ma sceglie di non tornare indietro.
Il sequel sposta così l’orrore dall’infezione alla natura umana, mettendo Spike di fronte a comunità fanatiche e a una violenza che non ha più nulla di accidentale. Solo in un capitolo successivo, suggerisce implicitamente il film, potrebbe esserci spazio per tornare a raccontare Jamie e le conseguenze delle sue scelte.
