Adam Driver sulle affermazioni di Lena Dunham: “Terrò tutto per il mio libro”

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Adam Driver ha reagito pubblicamente per la prima volta alle recenti dichiarazioni di Lena Dunham contenute nel memoir Famesick. Durante la conferenza stampa di Paper Tiger al Cannes Film Festival, all’attore è stato chiesto un commento sui passaggi del libro in cui Dunham descrive episodi tesi avvenuti sul set della serie Girls. Driver ha liquidato la questione con una risposta ironica ma molto netta: “Non ho commenti su tutto questo. Sto conservando tutto per il mio libro”.

Nel memoir pubblicato recentemente, Dunham racconta che Driver sarebbe stato “verbalmente aggressivo” durante alcune prove sul set, descrivendo un episodio in cui l’attore avrebbe lanciato una sedia contro il muro accanto a lei mentre preparavano una scena. L’autrice ricorda inoltre momenti di forte tensione creativa durante le riprese delle scene intime della serie HBO, dove Adam Driver interpretava Adam Sackler, partner tossico e imprevedibile della protagonista Hannah Horvath. Nonostante le dichiarazioni abbiano generato forte attenzione mediatica, l’attore ha scelto a Cannes di non alimentare ulteriormente la polemica, mantenendo il focus sulla presentazione di Paper Tiger, il nuovo crime drama diretto da James Gray e accolto da una lunga standing ovation sulla Croisette.

La risposta di Adam Driver è interessante proprio perché evita completamente il linguaggio tipico delle crisi mediatiche contemporanee. Nessuna smentita pubblica articolata, nessuna controaccusa, nessun tentativo di trasformare la questione in uno scontro mediatico. L’attore sceglie invece una battuta secca, quasi old-school, che sembra voler sottrarre il tema alla logica immediata dei social e del ciclo continuo delle polemiche online.

Girls continua a influenzare l’immagine pubblica di Adam Driver

Anche a quasi dieci anni dalla conclusione di Girls, il rapporto tra Adam Driver e la serie che lo ha lanciato continua a essere centrale nella percezione pubblica dell’attore. Il personaggio di Adam Sackler era volutamente disturbante, aggressivo e destabilizzante, e proprio quella performance contribuì a costruire l’immagine di Driver come interprete intenso e imprevedibile. Le rivelazioni di Lena Dunham finiscono quindi per sovrapporsi inevitabilmente alla memoria del personaggio stesso, rendendo più difficile separare completamente il metodo recitativo dalla realtà del set.

Allo stesso tempo, il momento in cui emerge questa vicenda non è casuale. Driver si trova oggi in una fase molto diversa della sua carriera rispetto agli anni di Girls: è ormai uno degli attori più prestigiosi del cinema internazionale, reduce da collaborazioni con registi come Martin Scorsese, Ridley Scott, Leos Carax e Francis Ford Coppola. Cannes, in questo senso, rappresenta quasi il punto opposto rispetto all’universo televisivo indipendente da cui era partito.

Anche Paper Tiger sembra rafforzare questa evoluzione artistica. Il film di James Gray utilizza ancora una volta Driver come figura tragica e tormentata, ma inserita in un contesto molto più classico e cinematografico rispetto al caos emotivo di Girls. E proprio per questo le parole di Dunham rischiano di riaprire una riflessione più ampia sul confine tra intensità artistica, dinamiche di potere e comportamento sul set nell’industria contemporanea.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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